Per il Quirinale la data da cerchiare in rosso è il 18 gennaio

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ROME, ITALY - NOVEMBER 04: Italian President Sergio Mattarella attends the celebrations of the Italian National Unity and Armed Forces Day at Piazza Venezia, on November 4, 2021 in Rome, Italy. Italian National Unity and Armed Forces Day is an Italian national day since 1919 which commemorates the victory in World War I. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)
ROME, ITALY - NOVEMBER 04: Italian President Sergio Mattarella attends the celebrations of the Italian National Unity and Armed Forces Day at Piazza Venezia, on November 4, 2021 in Rome, Italy. Italian National Unity and Armed Forces Day is an Italian national day since 1919 which commemorates the victory in World War I. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)

Il 18 gennaio è la data da cerchiare in rosso sul calendario. Quel martedì, al più tardi mercoledì, inizierà il gran ballo del Quirinale. La decisione ufficiale verrà assunta dal presidente della Camera Roberto Fico il 4 gennaio, ovviamente dopo un giro informale di contatti al più alto livello istituzionale. La finestra che si apre per la convocazione dei grandi elettori è quella che va dal 15 al 25 gennaio, ma si tenderà a sfruttarne la fase iniziale. Il mandato di Sergio Mattarella scade ufficialmente il 3 febbraio, sette anni dopo la sua elezione avvenuta lo stesso giorno del 2015.

L’obiettivo è dunque quello di arrivare alla proclamazione del nuovo inquilino del Quirinale entro quella data, per cercare di evitare un periodo di supplenza come avvenne con l’allora presidente del Senato Pietro Grasso proprio nel 2015. Vista la situazione che ai blocchi di partenza appare come estremamente ingarbugliata, la riflessione di questi giorni è quella di tenersi aperto un margine che consenta di prevedere la possibilità di procedere a un numero sufficiente di scrutini per chiudere la partita in tempo.

Improbabile ma non impossibile che si arrivi alle 15 fumate nere che nel recente passato precedettero l’elezione di Oscar Luigi Scalfaro. Più di recente uno bastò a Carlo Azeglio Ciampi, Giorgio Napolitano la spuntò la prima volta al quarto e la seconda al sesto, per Sergio Mattarella ne bastarono quattro. Si mette in conto anche che gli ultimi due Capi dello Stato, pur non senza difficoltà, furono eletti da Parlamenti che esprimevano maggioranze più o meno omogenee a sostegno del governo di turno. Oggi nessuna coalizione o raggruppamenti di partiti da sola è in grado di raggiungere la maggioranza assoluta di 503 grandi elettori necessari, al netto dei franchi tiratori, per eleggere autonomamente il Presidente. Non escludendo un accordo tra centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 stelle, si deve comunque mettere in conto una gestazione non breve, Occhio dunque al 18, al più tardi al 19 gennaio, quando verrà scritto l’ennesimo capitolo del romanzo Quirinale.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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