Per Ilva Conte chiede aiuto pure a Merkel

Angela Mauro

Il dossier Ilva finisce sul tavolo del bilaterale tra Angela Merkel e Giuseppe Conte oggi a Palazzo Chigi. E’ quando i due si ritrovano a parlare da soli, per un quarto d’ora senza le rispettive delegazioni, che il presidente del Consiglio chiede consiglio sul ‘dossier Taranto’, il ‘cantiere Taranto’ come lo chiama lui immaginando una riconversione del sito industriale che possa tirare fuori dalle secche la città pugliese e anche la maggioranza di governo.

“Ne abbiamo parlato – dice lo stesso presidente del Consiglio in conferenza stampa – e ci siamo ripromessi cooperazione per cercare di confrontarci su soluzioni più avanzate dal punto di vista tecnologico e condividere conoscenze in questo settore...”. Ma la riconversione, come la Germania ha saputo fare nella Ruhr, regione che da patrimonio industriale (e inquinante) è diventata patrimonio culturale, non è roba che si fa “in pochi mesi”, sottolinea la Cancelliera.

Non è un modo per marcare le distanze, ma oggettiva realtà che brucia sul neonato governo Pd-M5s, in subbuglio per la ‘bomba’ scoppiata a Taranto dopo l’annuncio di ArcelorMittal di voler abbandonare lo stabilimento siderurgico appena acquisito in gestione.

Solo poche settimane fa, il bilaterale di oggi sarebbe avvenuto in tutt’altra cornice, con Merkel a ‘benedire’ il premier del nuovo corso di governo senza l’alleato sovranista Matteo Salvini. Oggi la Cancelliera (che pure ha problemi con la sua maggioranza con i socialisti a casa) trova un Conte a dir poco teso: “Caro Giuseppe”, lo chiama, quasi a consolarlo, all’inizio e alla fine del suo intervento in conferenza stampa a Villa Pamphili. Perché se cade questo governo, se l’Italia torna al voto, l’Europa rischia di ritrovarsi Salvini a Palazzo Chigi, stando ai sondaggi che vengono osservati con preoccupazione in tutte le Cancellerie europee.

Sull’Ilva, materia sulla quale Conte ancora non ha trovato una quadra all’interno dei cinquestelle e...

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