Per l’Italia la ripartenza è digitale grazie a Next Generation EU

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Per l’Italia la ripartenza è digitale grazie a Next Generation EU
Per l’Italia la ripartenza è digitale grazie a Next Generation EU

Milano, 29 gen. (askanews) – Risorse straordinarie per far ripartire l’economia europea dopo la pandemia, quelle messe in campo dall’Unione Europea. L’Italia è tra i maggiori beneficiari di Next Generation EU e tra le priorità del piano per la ripartenza c’è un’ambiziosa agenda digitale che punta a colmare i ritardi e a con l’obbiettivo di rendere la nostra economia tra le più innovative e competitive al mondo. A fronte di un sistema digitale destinato a crescere sempre più rapidamente. Se ne è parlato nel webinar “Un piano europeo per un’agenda digitale”, organizzato dal Parlamento europeo in Italia.

Una rilevante parte di questi fondi però è condizionata dalla presentazione di un Piano Nazionale coerente con la strategia europea per la ripartenza, che includa anche un programma per il digitale in linea con le priorità europee.

Paola Pisano, ministro per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione: “Ci sono 209 miliardi di euro stanziati e io credo che dovremmo domandarci in che cosa dobbiamo essere migliori, in che cosa dovremmo risultare diversi da quello che siamo oggi, impegnando questi fondi”, afferma.

Secondo la ministra servono piattaforme abilitanti e servizi digitali incentrati sul cittadino e sulle aziende, sviluppo del tessuto produttivo per sostenere la trasformazione delle amministrazioni, infrastrutture digitali per accrescere l’autonomia tecnologica italiana ed europea, cambiamento culturale della pubblica amministrazione e lo sviluppo delle competenze digitali del cittadino e delle imprese.

Secondo Fabio Massimo Castaldo, vice presidente del Parlamento europeo è necessario avviare “una vera e propria rivoluzione digitale e la volontà del nostro Paese di muoversi in questa direzione è chiara”. Due assi portanti della bozza del piano nazionale di ripresa e di resilienza, trasmessa il 15 gennaio per le sue valutazioni al nostro Parlamento sono infatti la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l integrazione delle nuove tecnologie nel settore privato. “Processi, quelli tecnologici, che possono anche rendere l’Unione Europea protagonista della competizione tecnologica globale. Oggi prerogativa dei colossi internazionali, delle superpotenze che da tanto tempo dominano il mercato dei dati che nella sola Europa avrà un valore di circa 830 miliardi entro il 2025”.

Castaldo cita inoltre il progetto Gaia-X, infrastruttura cloud europea “indispensabile per garantire la nostra indipendenza” dove sono coinvolte oltre 100 aziende europee e vari istituti di ricerca di 17 paesi. “L’Italia risulta essere tra i primi tre a contribuire, in termini di organizzazioni che aderiscono a questo progetto”.

Secondo Patrizia Toia, parlamentare europea, vice presidente della Commissione ITRE bisogna parlare di digitale equo ed inclusivo, poichè si tratta di uno spazio democratico che non presuppone il potere di pochi. E poi quantificazione degli obiettivi “e sui risultati attesi penso che l’Europa sarà molto esigente. Spero che non si venga a parlare di vincoli europei, ma si venga a dire che l’Europa ci aiuta a fare un salto di qualità”.

Tra gli intervenuti, i parlamentari europei Isabella Tovaglieri, Nicola Procaccini e Nicola Danti. Fra gli appuntamenti a breve, è stata ricordata anche la prossima apertura a Roma della scuola di coding e tecnologia, ispirata alla francese École 42, sotto l’egida Luiss, destinata ai giovani tra i 18 e i 35 anni che vogliono lavorare nel campo della programmazione.