Per l’Ue la manovra per ora è ok, ma l’Italia si metta in riga

Per l’Ue la manovra per ora è ok, ma l’Italia si metta in riga

Bruxelles, 20 nov. (askanews) – Il livello del debito pubblico italiano è preoccupante, ma delle misure necessarie a correggerlo si riparlerà in primavera. Parola di Valdis Dombrovskis,il vicepresidente della Commissione Ue per l’Euro. Insomma Bruxelles non intende bocciare per ora, il progetto di bilancio presentato da Roma, come invece avvenne l’anno scorso, con la richiesta di correzioni immediate al governo gialloverde.

Dombrovkis parlava presentando le opinioni emesse dall’Esecutivo comunitario sulle manovre finanziarie degli Stati membri e in particolare dei quattro paesi che non rispettano l’obbligo di riduzione del debito, quando è superiore al 60% del PIL.

“Belgio, Spagna e Francia presentano rapporti debito/Pil molto elevati, quasi del 100%, mentre l’Italia supera il 136%. E non prevediamo che questi paesi soddisfino la regola del debito” ha segnalato Dombrovkis.

“Questi quattro paesi nel 2020 prevedono di non avere alcun aggiustamento di bilancio significativo o addirittura un’espansione di bilancio. Ciò è preoccupante perché livelli di debito molto elevati limitano la capacità di rispondere agli shock economici e alle pressioni del mercato”.

Invitiamo tutti gli Stati membri a rischio di non conformità ad adottare le misure necessarie ha aggiunto il commissario. Tuttavia, stimolato dai giornalisti italiani, Dombrovkis ha aggiunto

“Riesamineremo la situazione in primavera. Non diciamo che deve essere fatto immediatamente, per questo c’è una procedura diversa: se ci fosse un rischio di grave non conformità chiederemmo aggiustamenti immediatamente, come abbiamo fatto l’anno scorso con l’Italia. Oggi non lo facciamo”.

Questo non significa che l’indulgenza durerà a lungo. Il commissario ha puntualizzato che l’Italia dovrebbe ridurre dello 0,6% il rapporto deficit/Pil strutturale. In realtà la flessibilità è maggiore per arrivare al livello di “grossomodo conforme”, “broadly compliant” in inglese, e l’Italia ha chiesto anche le clausole di flessibilità per eventi eccezionali.

“Ma bisogna dire – ha concluso Dombrovskis – che anche se teniamo conto di questo margine, non cambia la valutazione secondo cui esiste un rischio di non conformità”.