Per la Filarmonica della Scala la nuova stagione 'spazia' da Mozart ad Adams

Giovanni Hanninen

AGI - La nuova stagione di concerti della Filarmonica della Scala, che s'inaugurerà lunedì 23 gennaio, con il direttore Lahav Shani, sarà "molto variegata", offrirà un panorama vasto della storia della musica: spazierà dai grandi classici come Haydn, Mozart e Beethoven fino a John Adams". La racconta così il direttore artistico Etienne Reymond, durante la conferenza stampa di presentazione.

Nel cartellone del 2023, giovani artisti di talento e grandi interpreti si susseguono in un confronto tra generazioni. Dopo il 33enne direttore israeliano, il secondo appuntamento in programma (il 30/01) vede sul podio il direttore principale Riccardo Chailly che dirige il violinista di origini armene Emmanuel Tjeknavorian (ascoltarlo al violino è un po' un'eccezione, visto che ormai si è dedicato alla direzione d'orchestra). Di Prokof'ev sarà eseguita anche la sinfonia numero 7, poco ascoltata e che Chailly spiega di non aver mai diretto prima.

"La conoscevo pochissimo, sono rimasto folgorato - spiega - il direttore principale - E' una sinfonia del '52, scritta un anno prima della morte, con la quale il compositore ha voluto dare un segnale di leggerezza, gioiosità, freschezza, dopo le accuse di formalismo della sinfonia numero 6". E da qui nasce anche l'idea, che Chailly accarezza, di un'integrale delle 7 sinfonie di Prokof'ev.

In cartellone: Ottavio Dantone con il mezzo soprano Cecilia Molinari (il 20/02), con sui leggii, per la prima volta, la cantata 'Berenice che fai?' e la Sinfonia “col rullo di timpani” n. 103 di Haydn. E il ritorno sul podio di Myung-Whun Chung (13/03) di casa alla Filarmonica. E di Gianandrea Noseda accompagnato da Maria João Pires (27/03), pianista dalla sensibilità spiccata e amata dal pubblico che torna in stagione dopo 7 anni.

L'orchestra 'amica' ospite di questa stagione sarà la Czech Philharmonic, diretta da Semyon Bychkov (03/04).

Poi sarà la volta di Hilary Hahn (22/05), la violinista vincitrice di tre Grammy Awards, con Chailly sul podio. 
Debuttano il direttore Pablo Heras-Casado – atteso nel 2020 ma costretto a posticipare dalla chiusura dei teatri per la pandemia – con Jan Lisiecki al pianoforte (29/05), e il direttore Andrés Orozco-Estrada con il brillante soprano Christiane Karg (01/10 ottobre).

La stagione si chiude con Vasily Petrenko, anch'egli accompagnato da una delle massime violiniste del nostro tempo, la tedesca Isabelle Faust (20/11) che affronta il concerto numero 2 di Bela Bartok. E poi la novità attesa: Petrenko presenta per la prima volta nella stagione della Filarmonica  uno dei brani sinfonici più celebri di John Adams, 'Short ride in a Fast machine'.

Il compositore spiegava così questo titolo "emblematico del minimalismo americano": "Avete presente quando qualcuno vi chiede di fare un giro su una splendida auto sportiva, e poi vorreste non averlo fatto?".

C'è anche una grande novità 'digitale' per la Filarmonica: la nascita del'App PlayFilarmonica, che porta la musica dell'orchestra su smartphone e tablet: scaricabile gratuitamente da oggi, realizzata con il partner Musicom Audio Streaming. Sempre con Musicom è stato realizzato il documentario a puntate che Rai Cultura trasmetterà su Rai5 e Rai Play a novembre in uno speciale dedicato al 40esimo anniversario dell'Orchestra. Dal 1982 a oggi il racconto in 4 episodi, ripercorre la storia della Filarmonica, dal fondatore Claudio Abbado al direttore principale Riccardo Chailly, passando per i direttori più significativi per la storia dell'orchestra.