Per Mosca più spiragli per ripartire con Kiev e anche con l'Ue

Cgi

Mosca, 2 nov. (askanews) - La situazione con la venuta di Volodomyr Zelensky, presidente ucraino, è cambiata realmente e Mosca non lo nasconde. Ultimo in ordine di tempo a sottolinearlo senza misteri è stato Sergey Lavrov in una conferenza stampa congiunta a Mosca con il segretario generale dell'Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) Thomas Greminger. Il ministro degli Esteri russo, nell'incontro con la stampa avvenuto due giorni orsono, non ha mancato di sottolineare il mutamento da quando c'era Petro Poroshenko in sella a Kiev ad adesso. "Noi ci dirigiamo verso la direzione giusta" ha dichiarato Lavrov, senza tuttavia dimenticare che i punti critici sono ancora fin troppi e che la statistica su chi inizia le provocazioni "non è a favore delle forze ucraine". E le parole del ministro impongono una riflessione.

Il plauso in direzione di Zelensky era già arrivato dal Cremlino. All'inizio di ottobre Vladimir Putin alla sessione plenaria del meeting annuale del Valdai Club, riunita a Sochi, aveva detto chiaramente che il collega ucraino "vuole risolvere il conflitto nel Donbass" e "se lo farà, si confermerà un politico onesto e coraggioso". Ma la parte complessa oggi più che mai appare una soluzione per il Sud-Est ucraino, che se ha ragione Putin quando dice che "la gente la chiede", tuttavia nella pratica sembra molto difficile da realizzare.

Sicuramente servono spazi di riflessione e momenti di confronto. L'incontro Lavrov - Greminger, ad esempio, è durato per oltre un'ora e mezza, in una Mosca già congelata da un inverno improvviso e paradossalmente inatteso, eppure i rapporti con l'ex repubblica sorella sembrano quasi sognare una nuova primavera. Non soltanto per raddrizzare quel ponte storico con Kiev, ma anche per ristabilire le relazioni con la Ue, deteriorate a lungo, in primis a causa della crisi ucraina e dei complessi legami tra la Russia e i Paesi dell'ex patto di Varsavia.

E a poco più di una settimana dai festeggiamenti per i 30 anni della caduta del muro di Berlino, Lavrov ha pure ribadito che la Russia vuole salvare l'Inf (Intermediate-range nuclear forces), cioè l'accordo sulla non proliferazione delle armi nucleari in Europa. "Ci dispiace che gli Stati Uniti abbiano deciso di lasciare l'accordo", ha sottolineato il ministro più rodato ed esperto dell'attuale governo russo, per poi mettere un punto: vi è sempre stata la piena disponibilità di Mosca a discutere con gli Stati Uniti la salvaguardia del trattato. E il messaggio, anche qui, oltre a Washington, sembra diretto a Bruxelles.