Per Orlando gli ultimatum non vanno lanciati "né dal Papeete né dalla Leopolda"

""Un ultimatum lanciato dal Papeete non é peggio di uno lanciato dalla Leopolda". Lo afferma Andrea Orlando, vicesegretario del Pd, a Rimini per la Festa nazionale di Dems, in riferimento a Matteo Renzi. "Qui in gioco non c'è solo una esperienza di governo ma la tenuta della democrazia liberale in questo Paese. Noi abbiamo mandato a casa un governo con alcuni esponenti che trescavano con una potenza straniera perché guardavano a quella nazione come modello", aggiunge.

 "Non so cosa i lavoratori abbiano fatto di male agli esponenti di Italia Viva ma la pervicacia con cui si insiste nell'eliminare un provvedimento del genere seppur non ancora definitivo è sospetto e incredibile", prosegue Orlando parlando della riduzione del cuneo fiscale, "c'è un milione di lavoratori al di sotto della povertà. Quando uno nota che un terzo della busta paga va in tasse per alcuni può essere una disperazione. Queste persone vanno aiutate. Dobbiamo fare in modo che alla fine del mese molte persone ci arrivino meglio". 

"Mi auguro che i prossimi giorni ci offrano un Renzi più composto nel suo stare in maggioranza: non basta dire 'voglio che duri' e poi prendere a botte il proprio Governo per distinguersi. Matteo sa bene che questo equilibrio è delicato e che a sparare sul quartier generale si rischia grosso", afferma invece in una nota Debora Serracchiani, "questo è un Governo che si è formato su un accordo politico fatto prima della scissione e che Renzi poi ha detto di condividere. Alle parole seguano i fatti concreti, perché - precisa - l'alternativa a questa maggioranza di salvezza nazionale sono le urne e poi l'ignoto".