Per Ricolfi nella lotta alla pandemia l’Italia è messa bene anche grazie all’"effetto Arcuri"

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Luca Ricolfi, Italian writer, Torino-Turin, Italy, 21st April 2017. (Photo by Leonardo Cendamo/Getty Images) (Photo: Leonardo Cendamo via Getty Images)
Luca Ricolfi, Italian writer, Torino-Turin, Italy, 21st April 2017. (Photo by Leonardo Cendamo/Getty Images) (Photo: Leonardo Cendamo via Getty Images)

L’Italia è uno dei paesi che in questa fase stanno affrontando meglio la pandemia. La mortalità è tra le più basse d’Europa. Il tasso di mortalità per abitante italiano è più basso di quelli spagnolo, francese, britannico, americano, israeliano e canadese. Solo la Germania, tra i grandi paesi occidentali, riesce a tenere testa agli ottimi dati italiani. Il sociologo Luca Ricolfi, in un editoriale sul Messaggero, afferma che le ragioni sono principalmente due:

La prima ragione la chiamerò effetto Figliuolo. L’Italia, anche grazie allo scarso peso della popolazione under 12, è riuscita a vaccinare una quota molto elevata della popolazione

E poi c’è l’effetto Arcuri.

L’Italia ha vaccinato tardi, e quindi non fa ancora i conti con il problema che affligge i Paesi virtuosi come Israele, Stati Uniti e Regno Unito, che proprio per aver vaccinato massicciamente fin da dicembre sono ora alle prese con la riduzione dell’efficacia dei vaccini, e sono costretti a ricorrere affannosamente alla terza dose

Il sociologo torinese resta però cauto sul cantar vittoria nella lotta contro il virus. I dati su mortalità e ospedalizzazione sono ottimi: poche decine di morti al giorno e non più di quattrocento pazienti ricoverati in terapia intensiva. Ma questi dati vanno confrontati con quelli dell’autunno scorso.

Come stanno andando le cose rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso? Un pochino peggio, perché rispetto a 12 mesi abbiamo circa il doppio dei morti e dei contagiati. E questo nonostante il vaccino, nonostante il Green Pass. Come è possibile? Semplice: la variante delta, che ha un tasso di riproduzione molto più alto di quello della variante prevalente all’esordio della pandemia, ha un impatto sulla diffusione del virus che controbilancia l’impatto del vaccino sulla letalità

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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