“Per Roma ci vorrebbe un grande sindaco-manager”

·2 minuto per la lettura
featured 1268639
featured 1268639

Roma, 10 apr. (askanews) – “Per risollevare Roma, che è praticamente fallita e con i servizi pubblici, dai trasporti ai rifiuti, a livelli deplorevoli, ci vorrebbe come prossimo sindaco un grande manager, un grande organizzatore proveniente dal privato o dal pubblico, con una squadra competente e coesa. Mi auguro che i partiti abbiano la generosità di scegliere questa soluzione per rilanciare la Capitale”: e’ l’indicazione di Francesco Delzio, manager, scrittore, docente alla Luiss, autore del libro “Liberare Roma” sul futuro della Capitale che andrà al voto tra il 15 settembre e il 15 ottobre.

Secondo Delzio, Roma va “liberata” dalla politica degli ultimi 15 anni, dalla cattiva amministrazione locale e nazionale e anche dal disinteresse delle elite economiche e imprenditoriali per la gestione pubblica. Secondo Delzio sarebbe possibile trovare nella Capitale gruppi sociali interessati all’innovazione, nonostante il peso delle burocrazie, perché Roma è, insieme a Milano, anche capitale delle start up, ha una delle maggiori concentrazioni di università e centri di ricerca d’Europa, ha nicchie industriali importanti nell’aerospazio e nell’elettronica e ha grandi imprese a partecipazione statale che dovrebbero dialogare di più con la città. Infine, la borghesia romana dell’immobiliare e dell’edilizia sta comprendendo che se non si riuscirà a invertire il declino, anche la propria ricchezza e le proprie attività risulteranno compromesse.

Per realizzare i progetti innovativi di cui la città ha bisogno anche con l’utilizzo del Recovery Plan e in vista del Giubileo del 2025, Delzio auspica un’alleanza pubblico-privato, analoga a quella realizzata a Milano dal sindaco Albertini, che ha guidato in questi anni lo sviluppo del capoluogo lombardo. Infine, secondo l’autore di “Liberare Roma” la scelta dei candidati sindaci non dovrebbe avvenire attraverso le primarie, che sono tutte interne al ceto politico, o con accordi di vertice tra i partiti, ma scegliendo un grande manager e una squadra in grado di risanare e rilanciare la città.