Per Salvini non è finita con ex alleati

webinfo@adnkronos.com

di Francesco Saita La Lega incassa il colpo del premier Conte, che da Biarritz, chiarisce come la stagione politica con il partito del ministro dell'Interno "è chiusa" e che per lui "non si potrà più riaprire". Immediata la replica dei salviniani che gli ribattono, a muso duro, di essere passato dalla politica dei porti chiusi al Pd, "in meno di una settimana".  

Questo in chiaro, mentre subito dopo fonti autorevoli, vicine al leader, sottolineano come quella di Conte "è una posizione personale" e che quindi il pressing a tutto campo, messo in campo da Matteo Salvini, per ritornare ad una alleanza M5S-Lega, che scongiuri l'intesa tra M5S e Pd, non si fermerà.  

Conte è ormai finito nel campo dei nemici non più recuperabili, dopo che pochi minuti prima che parlasse, sembrava fosse addirittura arrivata una apertura dal ministro Fontana su un Conte bis ("ma prima lui e Salvini dovrebbero chiarirsi, ma la cosa mi sembra prematura..."). Ma il dialogo con Di Maio va avanti. Su Twitter, intanto, Salvini lancia la foto di un tramonto romano, avvertendo tutti che lui non si tirerà indietro: "Dedicato a voi Amici. Mai arrendersi, mai".  

Nella Lega sono in tanti a essere convinti che una piccola scommessa sul clamoroso dietrofront, sul ritorno all'esecutivo gialloverde, si può pure fare. Anzi: si deve fare. E, a quanto si apprende, il dialogo tra ex alleati è tuttora in piedi. Dopo la chiamata fuori di Conte, i leghisti continuano a dar credito alle voci fuori dal coro di alcuni notabili del movimento - leggi Paragone, Buffagni, Di Battista e anche Laura Castelli che non nascondono di preferire ancora la Lega.  

Il ministro leghista Gian Marco Centinaio, tra i più espliciti in questa fase, dopo aver detto alla 'Stampa' che "siamo pronti a tornare al tavolo per fare un nuovo contratto" con il M5S, all'AdnKronos conferma che, oggi, la strada di un possibile recupero dell'alleanza con il partito di Di Maio "è più larga di ieri". Altri big del partito non si sbilanciano - nessuno dice chi, cosa, come e dove - ma confermano contatti con gli ex alleati a più livelli. Tutti si nascondono dietro il fatto -vero- che la strategia la sceglie(rà) Matteo Salvini.  

E, a proposito del leader, non passa poi inosservato che il ministro dell'Interno abbia deciso di restare a Roma, quando solitamente il fine settimana lo trascorre lontano dalla Capitale. Pronto a fare la sua mossa, qualora se ne presentasse l'occasione. Il governo gialloverde "si può rifare", dice una fonte molto autorevole vicina a Salvini, mentre qualcuno assicura che anche da oltreoceano, gli americani, vedrebbero meglio un ritorno al passato.