“Per tutta la vita”, Ambra, Gerini, Volo nel gioco delle coppie

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Roma, 4 nov. (askanews) – Cosa succederebbe se il vostro matrimonio risultasse nullo? Direste quel “sì” una seconda volta? Le quattro coppie del film “Per tutta la vita” di Paolo Costella, nei cinema dall’11 novembre, non la vedono tutte allo stesso modo. Ambra Angiolini e Fabio Volo si sono giurati odio eterno, Filippo Nigro e Claudia Pandolfi sembrano innamoratissimi ma chissà, mentre le due coppie Luca Bizzarri-Carolina Crescentini e Claudia Gerini-Paolo Kessisoglu devono vedersela con i tradimenti.

I protagonisti rispondono alla domanda quante coppie vedano intorno a loro che si sceglierebbero di nuovo. Fabio Volo: “Secondo me molti direbbero sì, soprattutto i maschi, per una questione ‘stiamo dentro nell’abitudine, nella confort zone: adesso rimettere in piedi tutta la macchina magari diventa faticoso ad una certa età”.

Claudia Pandolfi: “Siamo un po’ diversi oggi rispetto a prima, non ci si unisce più per convenzione o per stereotipo sociale. Spero che le persone che stanno insieme oggi si scelgano quotidianamente, o quantomeno settimanalmente”.

Ambra Angiolini:”Io c’ho tutti amici single, stavo pensando mentre stavate ragionando.. Non so forse è un karma mio, però sì, sono persone che hanno scelto il benessere per loro stessi e stanno cercando di migliorare alcune cose per evitare di inciampare nell’ennesima storia nella quale sentirsi vittima. E’ vero che c’è una tendenza che poi scopri, che è veramente tua, e che è lì che devi andare a lavorare. E se ti dai quel tempo lì per dire, felicemente sono single, secondo me ti fai un bel regalo”.

Paolo Costella aveva partecipato alla sceneggiatura di “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese, che ha avuto un enorme successo. Insieme a lui e a Antonella Lattanzi ha scritto anche “Per tutta la vita”.

“Per noi che raccontiamo delle storie si tratta di trovare dei punti di vista inediti, almeno per noi, che ci incuriosiscano prima di tutto a noi e che ci facciano affrontare degli argomenti con uno sguardo diverso. Io credo che se al pubblico dici: tu cosa faresti se ti dicessero che, non solo tua moglie, la tua coppia, non esiste più, diciamo anche solo formalmente, però non esiste più? Beh, forse uno qualche domanda se la fa”.

E a proposito di domande e di dialoghi, Carolina Crescentini è convinta che sia necessario che il pubblico torni a vedere questi film nei cinema. “Al cinema nel buio della sala, nel rituale collettivo, c’è una dedizione assoluta a quello che vedi e a quello che senti. E quando esci da quella sala che inizi a discutere con la persona che era con te ma ti sente anche quello accanto, diventa una conversazione sociale. Secondo me il rito della sala non si può perdere”.

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