Percepivano reddito di cittadinanza, ma guadagnavano 400mila euro: mamma e figlia nei guai a Rimini

Linda Varlese
·Editor, HuffPost Italy
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Photo taken in Valencia, Spain (Photo: Joaquin Corbalan / EyeEm via Getty Images)
Photo taken in Valencia, Spain (Photo: Joaquin Corbalan / EyeEm via Getty Images)

Percepivano il reddito di cittadinanza dichiarando un reddito pari a zero, eppure avevano comprato auto di grossa cilindrata, ciascuna di un valore superiore ai 30 mila euro. A finire nei guai sono tre persone, residenti a Misano Adriatico, nel Riminese, individuate dalla Guardia di finanza nell’ambito dei controlli nel settore della spesa pubblica. In particolare, due delle tre persone individuate sono madre e figlia, rispettivamente di 45 e 26 anni, che ad aprile 2019 hanno percepito un sostegno pari a 1.050 euro avendo dichiarato, secondo quanto ricostruito dai finanzieri, reddito zero ai fini Isee. Tuttavia, in base ai riscontri eseguiti dalle fiamme gialle, le due donne sarebbero titolari di un’azienda che nel 2017 e 2018 ha conseguito ricavi pari a 376.000 euro. Inoltre, le due donne avrebbero omesso di comunicare all’Inps l’acquisto di due autovetture nuove di grossa cilindrata, avvenuto lo scorso giugno, di cui una Mercedes del valore di 37.000 euro intestata alla 45enne e una Toyota del valore di 32.000 euro intestata alla figlia.

ll terzo caso, invece, riguarda un uomo di 28 anni, sempre residente a Misano Adriatico (Rimini), che da aprile 2019 ha percepito un reddito di cittadinanza mensile di circa 500 euro, avendo a sua volta dichiarato, per la guardia di finanza, redditi pari a zero. Tuttavia, secondo gli accertamenti delle fiamme gialle, il 28enne è risultato titolare di una ditta che nel 2017 e 2018 gli avrebbe assicurati ricavi pari a 125.000 euro. Il giovane avrebbe anche omesso di comunicare all’Inps l’acquisto di due auto nuove, una Toyota del valore di 37.000 euro e una Mercedes del valore di 35.000 euro, avvenuto nella primavera scorsa. Le tre persone sono state segnalate all’Autorità giudiziaria e alla direzione provinciale dell’Inps di Rimini per l’immediato blocco dell’erogazione del beneficio e l’attivazione del recupero delle somme incassate indebitamente.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.