Perché è sciocco boicottare la statua dedicata a Gualberta Alaida Beccari, a Prato della Valle

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Hp (Photo: Hp)
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Davvero qualcuno può sentirsi offeso, o oltraggiato, o diminuito, se insieme alle 78 statue che ornano quella meraviglia architettonica che è piazza Prato della Valle a Padova, venga inserita quella di Gualberta Alaida Beccari, femminista e scrittrice?

Ci sono due piedistalli vuoti, accanto a quelli tutti dedicati a uomini illustri e meritevoli dell’omaggio universale. Senza alterare la fisionomia della piazza, senza cancellare alcunché come invece accade con furia culturalmente criminale in tanti luoghi del mondo violentati dalla nuova ondata di intollerantismo oscurantista, si farebbe invece un’opera di ripristino culturale aggiungendo (non cancellando, aggiungendo) una statua dedicata a una donna di valore: una su 78 prestigiosi colleghi maschi scolpiti nella pietra, davvero vi sentiresti offesi?

Come ha scritto Antonella Viola sulla “Stampa”: “Prato della Valle, col suo mercato, le feste, le case affacciate, i bar e i ristoranti che la circondano, le coppie sulle panchine e sui ponti, i bambini sui pattini a rotelle è il cuore pulsante della città di Padova”. E invece i parrucconi protestano e polemizzano, trovano inconcepibile che Padova possa sentirsi orgogliosa di Gualberta Alaida Beccari, con una statua accanto a quelle di 78 uomini. Non capiscono che aggiungere è il contrario di cancellare. Capiscono poco, con una statua in più potrebbero capire meglio.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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