Perché il successo va ai più fortunati, spiegato dagli IgNobel

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AGI - Il modo ottimale per girare la manopola di una porta; la certezza scientifica che quando due cuori innamorati si incontrano, si mettono a battere all'unisono; e poi perchè gli anatroccoli nuotano in fila, nonchè la spiegazione, tabelle matematiche alla mano, del fatto che il successo spesso premia non le persone più talentuose ma quelle più fortunate.

Per il 32esimo anno, sono stati assegnati gli IgNobel, i Nobel dell'Assurdo, i premi assegnati allo 'scienziato pazzo' e agli studi che hanno impegnato le menti più brillanti del pianeta in ricerche a dir poco bizzarre. Premi ormai consolidati, che vengono assegnati alla vigilia dei Premi Nobel veri e propri, e che mettono in evidenza come spesso, nella ricerca scientifica, ci sia una propensione a studi eccessivamente specializzati.

Ai premiati andrà una banconota da 10 trilioni di dollari dello Zimbabwe (dove l'inflazione quest'anno si avvicina al 200 per cento).

I premi

Il premio per l'Economia è andato a un gruppo di ricercatori italiani per lo studio "Talent vs. Luck: The Role of Randomness in Success and Failure".

Il premio per la Cardiologia applicata è andato a un gruppo internazionale di ricercatori che ha scoperto che quando due persone vanno al primo appuntamento e sono reciprocamente attratte, i loro battiti cardiaci si sincronizzano.

Quello per la Fisica agli scienziati che hanno convinto un gruppo di anatroccoli a seguire una mamma anatra meccanica in una grande vasca d'acqua: hanno scoperto che la formazione lineare consente di risparmiare energia, soprattutto agli ultimi della fila.

Il premio della Letteratura è andato a un team che ha analizzato ciò che rende i documenti legali così impenetrabili: la colpa è degli autori, ovvero di una scrittura scadente, e non di concetti complicati.

Per la Biologia è stata premiata una ricerca che ha esaminato se e come la stitichezza influenzi la vita sessuale degli scorpioni e le loro prospettive di trovare un compagno.

Quello di Storia dell'Arte a chi si è applicato a studiare la produzione Maya classica e ha scoperto che, contrariamente all'idea di un popolo contemplativo, nelle ceramiche c'è la testimonianza dell'uso di clisteri inebrianti contenenti alcol ed erbe allucinogene.

Il Nobel per la Pace, a chi ha sviluppato un algoritmo che aiuta i pettegoli a decidere quando dire la verità e quando mentire.

I premiati non sembrano lasciarsi impressionare dal riconoscimento. Almeno a sentire il professor Gen Matsuzaki, che insegna design industriale presso il Chiba Institute of Technology in Giappone, al quale le intuizioni sul "controllo rotatorio delle manopole" hanno valso il premio per l'Ingegneria: ha spiegato che si è concentrato "su un problema di cui nessuno si preoccupa".

Per inciso, ha scoperto che più è grande la manopola, più dita della mano occorrono per girarla: per le manopole larghe da 1 a 2,5 cm sono sufficienti tre dita, per quelle da 2,5 a 4 cm sono meglio quattro dita, mentre per le manopole più grandi di 5 centimetri, sono necessarie tutte e cinque le cinque dita.

Lo scienziato - che dopo aver pubblicato il lavoro nel 1999, ha spostato la sua attenzione accademica sui manici delle borse e sulle impugnature degli ombrelli- ha aggiunto che il lavoro potrebbe ispirare il design dei rubinetti. E forse ha ragione lui, perchè le ricerche premiate -come dice la rivista umoristica Annals of Improbable Research- sono concentrate su "cose che prima ci fanno ridere ma poi ci fanno pensare".