Perché il V&A Museum di Londra ha acquistato il cardigan di Harry Styles

Di Vittoria Meloni
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Photo credit: NBC - Getty Images
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From Harper's BAZAAR

L’abbiamo visto qualche giorno fa dialogare sulla potenza della creatività con Achille Bonito Oliva. In un giardino verde, indossa un paio di short di jeans e un jersey rosa mentre osserva la natura e riflette sul senso dell'arte. A guardarlo così sembrano lontanissimi i tempi in cui (esattamente 10 anni fa) calcava il palco di X Factor UK, inconsapevole del suo destino. Nel breve termine diventare il front man di una boy band che avrebbe venduto milioni di dischi, nel lungo consacrarsi a icona della moda genderless per eccellenza.

Oggi "come si veste Harry Styles" è un tema al centro del dibattito. Esiste davvero ancora una moda da donna e una da uomo? A chiederselo per primo e a dare una risposta certa (ovvero no) è Alessandro Michele che con la maison fiorentina che guida da tempo ha estinto qualsiasi genere di distinzione. Il cantante inglese si è fatto dunque portatore per eccellenza di questo messaggio: con le unghie smaltate nei video dei suoi successi musicali, con gli orecchini e le collane di perle (indimenticabile l’apparizione proprio con Michele sul Red Carpet del MET Ball 2019) e anche con la prima copertina per Vogue America, un inno alla moda genderless.

Ma le prove della rivoluzione Harry Styles sono ben chiare anche alle istituzioni e vanno oltre la moda stessa. Qualche settimana il Victoria & Albert Museum, storico museo londinese ha infatti annunciato di aver acquistato il cardigan che il cantante avrebbe indossato a febbraio per le prove di una puntata del Today Show. Il cardigan patchwork firmato J.W. Anderson dal 2021 farà infatti parte della collezione moda permanente dell’istituzione culturale. Ma cosa ha spinto il V&A ad acquisire questo capo? Quali sono le motivazioni che si nascondono dietro questa scelta apparentemente inconsueta?

Per comprenderlo è fondamentale correre indietro di quasi un anno, quando le foto delle prove generali condotte da Harry Styles (che al cardigan abbinava una sua classica collana di perle) sono diventate virali. Una serie di fan della celeb, complice anche il lockdown successivo, hanno iniziato a cucire e riprodurre artigianali e improvvisate versioni del cardigan di Anderson, condividendole su TikTok e generando un vero e proprio buzz. Ad oggi secondo quando riportato da CNN l'hashtag #harrystylescardigan ha raggiunto più di 40 milioni di visualizzazioni. Il fenomeno ha fatto in breve il giro del mondo raggiungendo anche il designer di Loewe, che una volta venuto a conoscenza del trend ha deciso di condividere il pattern di colori per la realizzazione e di pubblicare su Youtube un tutorial per ricreare il pezzo , insieme a consigli sulla scelta dei filati o punti da eseguire (il video ad oggi ha circa 500mila visualizzazioni).

Per questo motivo a novembre il V&A ha deciso di acquisire il capo originale, descrivendo Styles come una delle icone di stile più influenti della sua generazione, grazie soprattutto alla sua capacità di spingere i limiti sempre un po’ più in là e celebrando il suo approccio gender neutral, sperimentale e giocoso alla moda. Secondo il museo quello che è accaduto con il cardigan multicolore sarebbe un vero e proprio “un fenomeno culturale che parla a tutti del potere della creatività e dei social media nell'unire le persone durante periodi di estrema avversità” e per questo degno di una collezione iconica, come quella del V&A.

Secondo l’istituzione inoltre, la scelta di inserire questo capo nella permanente sarebbe anche un modo di onorare l’approccio sperimentale alla maglieria di Jonathan Anderson e in generale l’artigianalità delle sue collezioni. Rendendo universalmente accessibili le istruzioni per ricreare il capo, il designer avrebbe infatti incoraggiato il pubblico a prendere parte attiva ai processi creativi e realizzare capi unici. Il cardigan giungerà definitivamente nelle teche del museo nel 2021, ulteriori dettagli saranno disponibili nei prossimi mesi.

“Quando si elimina la convinzione che ci sono vestiti da donna e vestiti da uomo, quando si rimuovono tutte le barriere, ecco che si apre un’arena in cui puoi davvero giocare”, ha affermato Styles nella recente intervista per il magazine americano, pare che il Victoria & Albert Museum sia perfettamente d’accordo.