Perché la concessione del bacio tra sposi è "tanta roba"

Da domani, chi si sposerà potrà ricominciare a baciarsi durante la cerimonia in Chiesa perché cade l'obbligo di mascherina. Lo comunica sul suo sito ufficiale la Conferenza Episcopale Italiana che aveva posto il quesito al ministero dell'Interno. "Non potendo certamente essere considerati estranei tra loro - dice il CTS - i coniugi possano evitare di indossare le mascherine, con l'accortezza che l'officiante mantenga l'uso del dispositivo di protezione delle vie respiratorie e rispetti il distanziamento fisico di almeno 1 metro”.

Quel bacio proibito e ora di nuovo concesso pare una cosa da poco e invece, come si dice oggi, "è tanta roba". Perché non c'è nulla di corporale nell'uomo che non sia regno dello spirito. Nulla. Non c'è corpo che se ne vada in giro da solo con la coscienza a braccetto. Non ci sono corpi "involucro di organi" che camminano come automi. No. In giro ci siamo noi. E siamo persone, ovvero qualcosa che è più di una semplice unione di corpo e anima. Siamo un corpo che sa di spirito, e siamo uno spirito con la pelle accaldata come accade questi giorni con le temperature che sono arrivate.

Ai tempi del catechismo di san Pio X si imparavano domande e risposte a memoria e quindi tutti quelli che facevano la prima comunione sapevano elencare le opere di misericordia spirituale e corporale. Le sapevamo a memoria tutte ma poi mettevamo in pratica solo quelle spirituali: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, soprattutto ammonire i peccatori. Quelle corporali, dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, visitare gli infermi e i carcerati, era qualcosa che era meglio facesse lo Stato.

Con Papa Francesco le cose sono un po' cambiate e abbiamo cominciato a ricordare che le opere di misericordia corporale sono del vangelo (Mt 25) e le altre invece non si sa bene quale ecclesiastico se le sia inventate.

Sta di fatto che noi tendiamo a dare più importanza alle cose spirituali, forse perché lo spirito non si vede. Non odora, non si tocca, non occupa spazio, ti chiede solo cose che possano essere studiate, comprese, ripetute con calma e ponderatezza. Il corpo no. Il corpo si vede. Odora. Si può toccare e ti tocca. Occupa spazio e a volte te ne chiede. Vuole il tuo spazio. Tutto quello che chiede deve uscire dalle tue mani. Lo devi fare, prendere, pulire, lavare, cucinare, aprire, porgere, imboccare, rimboccare, curare. Tante cose fa il corpo, tante cose il corpo chiede di fare. Per questo, per evitare l'invadenza del corpo, troppo spesso facciamo il gioco delle tre carte con la misericordia e preferiamo quella spirituale. Ma non c'è nulla di spirituale nell'uomo che non abbia un corpo, un'esigenza corporale. E non c'è nulla di corporale nell'uomo che non sia regno dello spirito anche. Nulla. Neanche le piaghe di un condannato a morte di 2000 anni fa.

Per questo è un bel segno che durante la cerimonia nuziale, quella che fa di due corpi un corpo solo, gli sposi si possano baciare con il loro viso e la loro bocca, e che quindi le mascherine cadano e le labbra trovino di nuovo il loro trono regale, visibile, proprio lì, nel volto.

 

 

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