Perché la generazione Z usa più TikTok di Google per fare le ricerche

TOLGA AKMEN / AFP

AGI - TikTok è noto per i video virali di danza e la musica pop, ma per la Generazione Z l'app video è sempre più anche un motore di ricerca basato sul potentissimo algoritmo che “personalizza i video in base alle interazioni con i contenuti per trovare informazioni adatte ai loro gusti”, annota il New York Times. Una personalizzazione che ben s'accoppia alla sensazione che le persone reali sull'app “stiano sintetizzando e fornendo informazioni molto più che gli anonimi siti web”.

Su TikTok, "vedi come si è sentita effettivamente la persona riguardo al luogo dove ha mangiato", ha detto Nailah Roberts, 25 anni, che usa l'app per cercare ristoranti a Los Angeles. Secondo il NYT, la crescita di TikTok come strumento di ricerca fa parte di una più ampia trasformazione nel vasto campo della ricerca digitale. La ripartizione è questa: “Mentre Google rimane il motore di ricerca dominante, le persone si rivolgono ad Amazon per cercare prodotti, Instagram per rimanere aggiornati sulle tendenze e Snap Maps di Snapchat per trovare attività commerciali locali”.

Il punto è che la trasformazione di TikTok in strumento di ricerca sta scatenando la suscettibilità di Google, perché intacca la sua egemonia. “Nei nostri studi, qualcosa come quasi il 40% dei giovani, quando cercano un posto per il pranzo, non va su Google Maps o su Cerca. Va direttamente su TikTok o Instagram", ha ammesso Prabhakar Raghavan, vicepresidente senior di Google, lo scorso luglio.

For more and more people, TikTok, with its powerful algorithm, is the new search engine. Google has noticed it edging into its domain. https://t.co/sAGzy9l7lb

— The New York Times (@nytimes) September 16, 2022

Annota il Times: “Fare una ricerca su TikTok è spesso più interattivo che digitare una query su Google”, quindi la Gererazione Z tende a verificare “la veridicità di un suggerimento sulla base dei commenti pubblicati in risposta ai video”.

Questa modalità di ricerca “è radicata nel modo in cui i giovani utilizzano TikTok, non solo per cercare prodotti e attività ma anche per porre domande su come fare le cose e trovare spiegazioni sul significato delle cose. Con video spesso inferiori a 60 secondi, TikTok restituisce quelle che sembrano risposte più pertinenti”, sottolinea il Times riferendosi ad una serie di opinioni.

Contrariamente a quanto sostenuto da un fact checking di NewGuard sul grado di manipolazione e falsità dei risultati delle ricerche prodotte su TikTok, l'opinione corrente tra i giovani è che quelli di TikTok “non sembrano di parte” come quelli di Google.

Dice Alexandria Kinsey, 24 anni, coordinatrice delle comunicazioni e dei social media ad Arlington, in Virginia, che interroga TikTok di frequente, perché in genere vuole "un'opinione diversa" da ciò che dicono gli annunci e i siti Web ottimizzati per Google.

Tuttavia, proprio la crescita di TikTok come motore di ricerca potrebbe significare che più persone si trovano a dover fare i conti con la disinformazione e quella sull'app, che potrebbe quindi essere amplificata e diffusa ulteriormente, come fa notare Francesca Tripodi, professoressa di scienze dell'informazione all'Università della Carolina del Nord a Chapel Hill.

Il punto, secondo Tripodi, è che l'algoritmo di TikTok tende a mantenere le persone sull'app, rendendo più difficile per loro rivolgersi a fonti aggiuntive per verificare le ricerche. La stessa critica di NewsGuard.