Perché l'intervento militare della Cina a Hong Kong non sarebbe incostituzionale

Francesco Palmieri

Le ipotesi di un intervento militare della Repubblica Popolare Cinese a Hong Kong, sempre più probabili dopo le parole di Xi Jinping di oggi e dopo il crescendo delle violenze negli ultimi giorni, vanno lette alla luce dell'articolo 14 della Basic Law, la mini Costituzione che regola per cinquant'anni il regime giuridico della regione amministrativa speciale e che "scadrà" nel 2047.

Un'azione militare di Pechino non contravverrebbe la legge fondamentale almeno a certe condizioni, la cui interpretazione si presta a un grande margine di discrezionalità . 

Secondo l'articolo 14, il governo centrale di Pechino è responsabile della sicurezza ("defence") di Hong Kong, mentre il governo locale è responsabile del mantenimento dell'ordine pubblico ("public order") e la guarnigione militare cinese che staziona nell'ex colonia "non interferisce negli affari locali della Regione".

Tuttavia il governo di Hong Kong, "qualora necessario", può chiedere l'aiuto delle truppe della Repubblica Popolare per il mantenimento dell'ordine pubblico o in caso di calamità naturali. Una formulazione che rende sfumata, se non ambigua, qualsiasi opzione nell'attuale situazione.

Sarebbe difficile o impossibile contestare giuridicamente l'intervento militare, poiché in termini formali non configurerebbe una violazione della Basic Law.