Perché l'Università di Milano ha stanziato 100 mila euro per un maxi screening

Francesca Venturi

L''Università degli Studi di Milano, uno dei sette atenei milanesi, ha deciso di stanziare 100 mila euro per un maxi screening sul coronavirus da effettuare su tutti i dipendenti dell'Università, gli assegnisti e i borsisti, che aderiranno al programma.

Come si legge in una lettera inviata dal rettore Elio Franzini ai circa 4 mila dipendenti fra professori, amministrativi e tecnici ma rivolta anche a un altro migliaio di borsisti, dottorandi e assegnisti, "in questi giorni di grande incertezza, la nostra Università è impegnata in prima linea nell'emergenza coronavirus (Covid19), non solo attraverso lo straordinario lavoro del suo personale medico, infermieristico e delle professioni sanitarie ma anche mettendo a disposizione della città, del Paese e dell'intera comunità scientifica le sue competenze, allo scopo di avanzare le conoscenze sia sulle modalità di diffusione dell'infezione e sulla risposta della popolazione, che sull'individuazione di nuove strategie terapeutiche".

Ora, si legge nella lettera di cui l'Agi è venuta a conoscenza, l'ateneo ha deciso "di promuovere un fondo straordinario da destinare a progetti di ricerca sul coronavirus che possano fornire risultati immediati", stanziando 100 mila euro."Come avrete letto e sentito in questi giorni - prosegue la lettera del rettore -  le conoscenze sulle modalità di diffusione del virus restano a tutt'oggi contraddittorie. Secondo alcuni, infatti, il virus sarebbe presente in Italia da pochissime settimane, mentre secondo altri è arrivato nel nostro Paese già da diverso tempo. Rispondere in tempi brevi a questa domanda è importantissimo per stimare la proporzione di soggetti asintomatici che è già venuta in contatto con il virus e ha sviluppato la capacità di difendersene attraverso una risposta immunitaria specifica, cioè producendo anticorpi anti-Covid19".

Lo studio finanziato dall'Università milanese si chiama Unicorn e si propone proprio di risalire a questo, misurando gli anticorpi contro il virus Covid-19 nel sangue e la presenza del virus di un'ampia popolazione asintomatica. Per realizzarlo, Franzini chiede "la partecipazione, ovviamente volontaria, di TUTTO il personale di UNIMI, docenti e ricercatori, personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, dottorandi, assegnisti e borsisti. Data l'importanza dei risultati che potranno emergere, capite bene che la rapidità di esecuzione del progetto è un elemento chiave. Infatti, l'inizio della raccolta dei campioni è previsto indicativamente per mercoledì 11 marzo".