Perché a Milano ci sono i mercati all'aperto durante l'emergenza coronavirus?

Manuela D'Alessandro

Nella Milano semideserta, spicca il paradosso dei mercati di quartiere all'aperto. In teoria sono permessi, ovviamente a discrezione di chi li tiene, ma i frequentatori dovrebbero mantenere una distanza di sicurezza e i gestori dovrebbero assicurarla. Certo è molto difficile quando ci si avvicina al banco per valutare, soppesare e pagare la merce rispettare la prescrizione, ritenuta cruciale dalle autorità e dagli esperti per evitare la diffusione del contagio. 

 Al mercato di viale Giovanni da Cermenate stamattina le persone erano così accalcate che un residente, che poi lo ha raccontato al sito 'Partecipa.Mi, ha chiamato i vigili i quali gli hanno spiegato che si poteva svolgere la tradizionale vendita in strada, ma hanno comunque inviato un'auto. Con un altoparlante, un uomo della polizia municipale ha chiesto alle persone di stare distanti tra loro. 

"La folla si è diradata - scrive il cittadino - ma non appena i vigili se ne sono andati la situazione è tornata quella di prima". Altri mercati sono stati aperti in questi giorni in varie zone della città, da Lambrate alla Martesana al Giambellino. In città sono in molti a chiedersi che senso abbia consentirne lo svolgimento in un momento così delicato, dove andrebbero evitate situazioni pericolose.