Perché nei bambini i sintomi del Covid sono più lievi

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AGI - Vasi sanguigni più robusti, livelli di vitamina D più elevati e una risposta immunitaria innata più forte. Potrebbero essere questi i principali fattori che contribuiscono a rendere i bambini meno vulnerabili alle condizioni più gravi del nuovo coronavirus. Emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Archives of Disease in Childhood, condotto dagli esperti del Melbourne Children's Research Institute e dell'Università di Friburgo, che hanno identificato differenze fisiologiche specifiche che potrebbero contribuire a spiegare perché Covid-19 è tendenzialmente meno grave nei bambini.

"I pazienti pediatrici hanno anche livelli meno elevati di ACE-2 - osserva Nigel Curtis del Melbourne Children's Research Institute - il recettore che il coronavirus utilizza per infettare le cellule". Il team ha esaminato tutte le ricerche attualmente disponibili sull'argomento e analizzato i risultati per svelare le ragioni delle differenze legate all'età nella gravità e nei sintomi di Covid-19.

"La maggior parte dei bambini positivi a Covid-19 non presenta sintomi o manifesta solo sintomi lievi, come febbre, tosse, mal di gola e alterazioni del senso dell'olfatto o del gusto", sostiene l'autore. "Anche i pazienti con i normali fattori di rischio per infezioni gravi, come l'immunosoppressione, non sembrano associati a rischi più elevati di contrarre l'infezione da coronavirus in forma acuta".

Gli scienziati hanno scoperto che in molti adulti con sintomatologia grave sono stati osservati problemi pregressi alle cellule endoteliali che rivestono il cuore e i vasi sanguigni, condizioni che aumentano il rischio di coaguli di sangue, ictus e attacchi di cuore.

"SARS-CoV-2 infetta queste cellule e provoca infiammazione - continua l'esperto - nei bambini l'endotelio è generalmente meno compromesso e il sistema che impedisce la coagulazione del sangue è più efficiente". Un altro fattore rilevante, secondo gli scienziati, potrebbe essere la più recente vaccinazione ad altre malattie, che potrebbe conferire benefici collaterali all'organismo dei più giovani.

"I bambini hanno una risposta immunitaria innata più forte - osserva Petra Zimmermann dell'Università di Friburgo, seconda firma dell'articolo - che rappresenta una delle principali difese contro il nuovo coronavirus. Anche il microbiota intestinale nei bambini è più efficace, ricco di vitamina D e melatonina".

"La vitamina D - conclude la ricercatrice - viene regolarmente integrata nei bambini di età inferiore a un anno in molti paesi e ciò potrebbe aiutare a prevenire le forme più acute di infezione da coronavirus".