"Perché Salvini non l'ha espulso?". Il Pd chiama il ministro in Parlamento

Pietro Salvatori

Dalla polemica politica al Parlamento. La gestione da parte del Viminale del recente passato del giovane che ieri ha dato fuoco a uno stabile a Mirandola provocando la morte di due persone è messa sotto accusa e deflagra nelle sedi istituzionali. È Giuditta Pini, deputata modenese del Pd, ad aver depositato un’interrogazione rivolta a Matteo Salvini. E che, qualora il ministro dell’Interno non si sottraesse alla risposta, lo costringerebbe a rendere conto direttamente del suo operato quale capo della filiera dello stato deputata alla tutela dell’ordine pubblico.

La Pini ricostruisce la vicenda con gli elementi finora noti, e sottolinea che “in seguito all’arresto si è venuto a conoscenza che il ragazzo ha numerosi precedenti e che, in passato, è stato colpito da ordine di espulsione”. È partendo da qui che punta il dito contro il leader della Lega, formulando due quesiti piuttosto espliciti: “Perché per una persona già fermata per reati e con precedenti penali con un decreto di espulsione il Ministero dell’Interno non abbia provveduto alla sua espulsione?”. E ancora: “Perché nonostante fosse stato identificato dalle forze dell’ordine a Roma pochi giorni fa, questa persona fosse libera di circolare e arrivare a Mirandola?”. Domande che vanno oltre la strategia dei porti chiusi, rivendicata da Salvini come antidoto a casi come il rogo dell’altra notte. E che ricordano all’interessato come il Viminale non sia tanto il ministero della difesa dei confini, quanto piuttosto della tutela e alla protezione di quel che vi sta dentro.

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