Perché l'Etiopia ha piantato 353 milioni di alberi in un giorno solo

(MICHAEL TEWELDE/AFP/Getty Images)

A prima occhiata, non si direbbe mai che un paese come l'Etiopia sia proprio quello capace di piantare 353 milioni di alberi il 28 luglio scorso, in una sola giornata di lavoro.

E invece il paese africano, erroneamente inteso da molti come un luogo più desertico che altro, ha dalla sua parte un potenziale polmone verde - grazie a una enorme campagna politico-ambientale che potrebbe condizionare (in modo positivo, allo stato attuale) il futuro della nazione.

Il primo ministro Abiy Ahmed Ali ha annunciato lo scorso giugno che entro ottobre pianterà quattro miliardi di alberi autoctoni nell’ambito dell’iniziativa #GreenLegacy. Questi alberi contrasteranno la desertificazione e il cambiamento climatico. I primi 353 milioni di alberi sono già arrivati, anche con il coinvolgimento di bambini e di tutti i dipendenti statali (sono stati chiusi pure gli uffici). Il Paese, secondo i dati forniti dal Ministero dell’Agricoltura, avrebbe già superato la metà della quota di alberi prevista..

Il numero di alberi non è stato deciso a caso: l'obiettivo è ripristinare l’antica copertura forestale, ridotta ai minimi termini dallo sfruttamento intensivo operato nel corso del novecento.

Con questa gigantesca opera pubblica, l’Etiopia ha stabilito un nuovo record da Guinness dei Primati, quello relativo al maggior numero di alberi piantati in un solo giorno. Il precedente primato apparteneva all’India, che nel 2016 aveva piantato 66 milioni di alberi nello stato di Madhya Pradesh, avendo a disposizione 12 ore.

Senza dubbio, a livello comunicativo, l'operazione è stata ben accolta dai cittadini del mondo più attenti all'ambiente. I critici dell'operato del Primo Ministro hanno invece sostenuto una tesi politica, ricordando che in Etiopia non sono stati risolti diversi conflitti etnici interni e non è stato ancora approntato un adeguato piano per combattere la disoccupazione. Chissà: fra qualche anno questa 'svolta' ecologica potrebbe anche risolverli, indipendentemente dall'interprete politico presente in cattedra.