Perché le aziende tech assumono sempre più persone affette da autismo

Le persone affette da autismo utilizzano un metodo di ragionamento analitico che, ad esempio, si presta molto bene allo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale (Getty)

Una speranza in più per entrare nel mondo del lavoro. Le persone affette da autismo, scrive il Wall Street Journal, sono sempre più richieste da compagnie ad alta specializzazione tecnologica degli Stati Uniti. La loro condizione, infatti, li rende particolarmente adatti a svolgere alcuni compiti in settori chiave, come quello dell’intelligenza artificiale e dei big data.

Profili richiestissimi

Marcia Scheiner, fondatrice e presidente di Integrate Autism Employment Advisors, una non-profit di New York che cerca di mettere in contatto aziende e persone autistiche, crede che queste ultime possano apportare un contributo importante, specialmente in alcuni settori. Sulla stessa lunghezza d’onda, secondo il Wall Street Journal, anche i datori di lavoro.

Il ragionamento analitico

Le persone affette da autismo utilizzano un metodo di ragionamento analitico che, ad esempio, si presta molto bene allo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale. Alcune persone riescono a rimanere concentrate per diverse ore, senza stancarsi e riescono a svolgere compiti ripetitivi senza perdere l’interesse per quello a cui si stanno dedicando. Possono, quindi, rivelarsi molto utili in dinamiche che implicano il tag foto e video per costruire database per gli algoritmi.

Storie di successo

L’assunzione si una persona affetta da autismo si è rivelata una scommessa vinta. Sempre secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, nello staff di Ernst e Young, ci sono 80 persone affette da autismo. Otto di queste hanno contribuito attivamente a costruire reti neurali grazie alle quali è possibile capire, in poco tempo, se un cliente può beneficiare di deduzioni fiscali, e a realizzare un algoritmo per automatizzare la creazione di contratti di consulenza per il gruppo.