Perché le chiamate su Zoom sono così mentalmente sfiancanti?

Fifth grade Marin student uses a tablet for a Zoom video call with his class and teacher while school is closed due to Coronavirus (Photo: Rachel Weill via Getty Images)

È nata ai tempi del Covid una nuova ansia da prestazione: è quella che ci manda in crisi quando dobbiamo gestire gli appuntamenti e su zoom o su qualsiasi altra app per chiamate allargate. E vale sia che si tratti di call di lavoro che di “aperitivi” con gli amici.

Per far presto è stata ribattezzata zoom fatigue, ma riguarda ovviamente per tutto ciò che facciamo online quando dobbiamo condividere uno schermo con tante persone. Fatigue è un affaticamento mentale, una stanchezza che ci prende appena spegniamo la telecamera, il pc o il cellulare. È una stanchezza reale e ha dietro anche una spiegazione scientifica. 

BBC Worklife ne ha parlato con Gianpiero Petriglieri, professore associato di Insead (Institut Européen d’Administration des Affaires), che esplora l’apprendimento e lo sviluppo sostenibili sul posto di lavoro, e Marissa Shuffler, professore associato alla Clemson University, che studia il benessere sul posto di lavoro e l’efficacia del lavoro di squadra.

La Shuffler ha spiegato che “quando partecipi a una videoconferenza  sai che tutti ti stanno guardando, è come se ti trovassi su un palcoscenico. Questo ti fa sentire stressato e in obbligo di fare qualcosa”. Un’ansia da prestazione che richiama anche un altro studio, questo del 2014, ma sempre relativo alle chiamate on line: basta poco più di un secondo di ritardo nella risposta per insinuare dubbi sull’attenzione o sull’interesse del nostro interlocutore su quello che stiamo dicendo. Pause che nella vita reale conterebbero ben poco nel ritmo di una conversazione normale, ma che nel mondo di internet evidentemente contano di più. Almeno per la nostra mente, che quando si trova a lavorare in una riunione online riscontra non poche difficoltà.

“Stare in videochiamata richiede più attenzione di una chiacchierata faccia a faccia - afferma Petriglieri -. La nostra mente lavora di più per elaborare segnali non verbali come le espressioni facciali, il tono della voce e il linguaggio del corpo: attenzioni che consumano molta energia”. Non è d’aiuto anche la continuità tempo e spazio. Spesso si passa da una video chat all’altra senza interruzioni (e in questo caso sarebbe necessaria anche una riflessione sulla didattica a distanza) e non ci sono differenze di spazio anche per gli incontri: tutto avviene davanti allo schermo dello stesso computer sia che si tratti di un incontro di lavoro o tra amici.

“Le grandi chiamate di gruppo proiettate sullo schermo - avverte Petriglieri - possono essere alienanti: può essere difficile entrare in conversazione, e anche mantenere tutta l’attenzione su se stessi”. E qui si torna all’ansia di prestazione. Ma ci sono metodi che permettono anche di alleviare la fatigue, li ha descritti la stessa Shuffler. 

Non accendere sempre la telecamera

Non sempre il contatto visivo è necessario. Ci si concentra meglio ascoltando la voce dell’interlocutore. Si può andare in video anche solo quando si vuole intervenire nel discorso. Altro consiglio degli esperti, decisamente singolare, è quello di tenere il computer a lato, la sensazione - dicono gli esperti - sarà quella di essere a fianco dell’interlocutore e non di fronte (tipo interrogatorio).

Prima di iniziare la riunione, un po’ di conversazione

Soprattutto in questo periodo, dove gli incontri tra persone continuano ad essere molto limitati, sarebbe bene iniziare sempre da una conversazione generale: chiedere agli interlocutori come stanno, come passano le loro giornate. Serve per non dimenticare l’importanza del contatto umano, oltre a quello lavorativo.

No al multitasking

Se stiamo partecipando ad una riunione online, concentriamoci solo su quella. Resistiamo alla tentazione di dare un’occhiata alle mail, a ripulire lo schermo del pc da cartelle inutili o fare qualsiasi altra cosa che non sia prestare attenzione a quello che sta succedendo nella chat. Il rischio di distrarsi quando non abbiamo fisicamente davanti il nostro interlocutore è già alto senza aggiungere altro.

Non fissare sempre lo schermo

È importante creare una pausa tra una videochiamata e l’altra. Ci serve un po’ di tempo per allontanare lo sguardo, sgranchirci le gambe e far oscillare schiena e collo. La fatica dopo una lunga chiamata on line è anche fisica, non solo mentale. Se le chiamate superano la mezz’ora si può anche chiedere di spegnere la telecamera, o spostare comunque lo sguardo dallo schermo: di persona non terremo mai lo sguardo fisso per trenta minuti sempre sullo stesso punto. 

Cambia set tra colleghi e amici

Cerca soluzioni diverse per le chiamate di lavoro e gli appuntamenti online con gli amici. Se ti è possibile, cambia non solo device, ma anche stanza, sarà utile per la tua mente separare anche fisicamente i due appuntamenti. No, non è necessario cambiarsi di abito, basta anche solo focalizzare la nostra attenzione sul fatto che stiamo per intraprendere una chiamata diversa da quella che facciamo per lavoro.

 

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