Perde consensi il Carroccio e il suo leader potrebbe risentirne

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La Lega di Matteo Salvini sembra aver perso il ruolo di schiacciasassi elettorale che aveva acquisito nell’ultimo anno, cioè da quando, alle elezioni europee del maggio 2019, si era dimostrata essere il primo partito in Italia con un consenso superiore al 34%. Un risultato via via sgretolato dal Carroccio a suon di colpi di Mojito e Papete Beach, di crisi di governo innescate ad Agosto, di scontro con il presidente del Consiglio Conte in un dibattito parlamentare rimasto nella storia e naturalmente anche a causa del coronavirus. Salvini non ha più le sue piazze e i suoi selfie, con i sondaggi che hanno oggi un aspetto decisamente diverso per la Lega, sempre primo partito in Italia che perde però margini sui concorrenti, è poco sopra il 26%. Viene da chiedersi se la Bestia di Salvini, il famoso gruppo guidato da Luca Morisi che gestisce la comunicazione social dell’ex ministro dell’Interno, si sia inceppata e abbia smesso di funzionare come prima. Per Human, una piattaforma di web e social listening nata dalla collaborazione tra Osservatorio Social e Spin Factor, la risposta a questa domanda è sì.

Sondaggi Lega: problemi per la Bestia di Salvini?

In un recente sondagio Human ha rilevato che il sentiment – ovvero il valore che emerge analizzando i commenti sotto ogni post del capo leghista – sta scendendo precipitosamente e da gennaio ad oggi è sotto di 8 punti. Sono valori preoccupanti specie se guardati alla luce dei dati precedenti e delle reali possibilità che ha ora la Bestia di Salvini di riprendersi. L’impossibilità di stare in piazza a fare comizi, di farsi toccare dalle persone e fare un selfie con loro limita di molto i contenuti della Bestia, ormai costretta a inventare ogni giorno qualcosa di diverso. Salvini stesso aveva detto: “Io ho bisogno di stare tra la gente e noi scendiamo nei sondaggi perché causa lockdown non ci sono potuto stare”.

Guai dunque per il senatore Salvini e per il futuro della sua carriera politica, un domani sempre più incerto visto che dovrà presto anche rispondere delle vicende giudiziarie che riguardano la sua gestione dell’emergenza migranti nel periodo in cui esercitava il ruolo di inquilino del Viminale. C’è poi la questione della concorrenza interna, con l’ex braccio destro Giorgetti che da tempo sembra essere lontano dal capo del Carroccio e con il governatore del Veneto, Luca Zaia, che in molti nella Lega vedrebbero bene a guidare un potenziale governo a tinte verdi.