Perdita di olfatto e gusto post Covid, la terapia per il recupero

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L'anosmia e l'ageusia, ovvero l'assenza o la diminuzione dell'olfatto e del gusto, sono diventate note a molte persone nell'ultimo anno soprattutto per la loro relazione con il Covid-19. Sintomi neurologici che spesso si manifestano insieme, i disturbi a volte permangono anche dopo la negativizzazione e più tempo passa tra l’insorgenza del sintomo e la possibilità di diagnosticare e trattare il problema, più bassa diventa la probabilità di recupero.

Ecco perché in Italia è stato attivato un programma specifico di recupero che al momento coinvolge circa duemila pazienti, presi in cura dagli ospedali attraverso il sistema sanitario nazionale. A renderlo noto è "Il Post", che spiega che la sperimentazione è iniziata presso l’ospedale di Fano, nelle Marche, e si è poi estesa ad altri dieci ospedali tra cui il San Giovanni a Roma, l’Humanitas a Milano, il policlinico universitario Federico II di Napoli, e gli ospedali universitari di Genova, Trieste, Firenze, Sassari e Catania. 

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Il percorso riabilitativo, secondo il dottor Luca Raimondo (responsabile di Otorinolaringoiatria e a capo di un nuovo ambulatorio presso l’Humanitas Gradenigo di Torino), può essere impostato per ogni paziente che porta con sé per tanto tempo i disturbi causati dal coronavirus. Ma cosa può fare l’otorinolaringoiatra per aiutare il paziente alle prese con i disturbi di olfatto e gusto? Secondo Raimondo "prima di tutto quantificare la perdita sensoriale attraverso alcuni esami. Serve una visita endoscopica con l’olfattometria e la gustometria, due esami utili a identificare e quantificare il disturbo”.

Per cercare di ripristinare gusto e olfatto una delle terapia potrebbe basarsi sull’impiego di corticosteroidi, integratori alimentari, tra cui lo zinco gluconato, e integratori finalizzati al miglioramento della funzionalità dei nervi, come l’acido alfa lipoico. “Per il gusto non esistono protocolli riabilitativi, ma sappiamo che gusto e olfatto sono tra loro interconnessi: il paziente che non percepisce gli odori riporta anche una riduzione di percezione dei gusti e quello che non percepisce i gusti denuncia anche una distorsione degli odori. Quindi riabilitando l’olfatto si ottiene spesso anche un netto miglioramento del gusto”.