Perfetti sconosciuti

Pietro Salvatori

Palazzo Chigi, interno giorno. Davanti alla sala dove si riunisce il Consiglio dei ministri c'è un'anticamera. Domani alle 13 sarà affollata da capi di gabinetto, capi degli uffici legislativi e tecnici. In alcuni ministeri a questi ultimi è stato rivolto un invito molto particolare. Suona più o meno così: "Quando state lì dentro, cellulari ben visibili in mano".

È in questo clima che Lega e Movimento 5 stelle si incontreranno domani. Prima un vertice politico. Quindi il Cdm con un ordine del giorno delicatissimo. La lettera che lunedì andrà inviata a Bruxelles in merito alle durissime osservazioni che la Commissione ha mosso alla legge di bilancio. E, soprattutto, la riformulazione del decreto fiscale, che ha fatto esplodere il caso politico delle ultime 48 ore.

Caso su cui sono tornati oggi sia Matteo Salvini Sia Luigi Di Maio. "Non ci sto a farmi prendere per fesso", ha detto il primo, spiegando che Di Maio e Giuseppe Conte erano perfettamente a conoscenza del testo nella sua formulazione approvata. "Non passo per bugiardo, abbiamo definito solo i termini generali dell'accordo", ha risposto a stretto giro il secondo.

Al di là delle ripicche – esternate via Facebook, come due innamorati feriti – l'intenzione di entrambi è di trovare un accordo. Gli sherpa di entrambi i lati stanno lavorando in queste ore per limare un testo che possa essere il punto di mediazione da portare al vertice e poi in Consiglio. Gireranno nuove bozze, del decreto come della missiva per Bruxelles, ed è per questo che sui tecnici si è accesa una luce carica di diffidenza.

Il Movimento 5 stelle ne ha messi tre nel mirino. Claudio Zaccardi, capo del legislativo del ministero dell'Economia. Fabrizio Lapecorella, Direttore generale finanze del Mef. E Daria Perrotta, Capo ufficio della segreteria del Consiglio dei ministri. Per i pentastellati è soprattutto su quest'ultima che gravano i sospetti. Perché è dal suo ufficio che passano tutti i testi diretti al Cdm. E per...

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