"È pericoloso rivedere i classici Disney in chiave politicamente corretta"

Andrea Cauti

La Disney propone i suoi storici cartoni animati nella sua piattaforma streaming preceduti da un avviso che avverte gli utenti che le pellicole potrebbero risultare "rappresentazioni culturali obsolete". Un modo per tutelarsi da possibili cause in tempi nei quali (il fenomeno Me Too è un esempio), la sensibilità del pubblico, in particolare quello anglosassone, è mutata al punto tale che oggi molti cartoon classici appaiono politicamente scorretti (offensivi per le minoranze, le donne, ecc.).

Il tema è stato trattato magnificamente da un libro uscito in questi giorni per Einaudi, 'Bianco' di Bret Easton Ellis. Il traduttore italiano del libro, lo scrittore Giuseppe Culicchia, autore a sua volta di numerosi romanzi di successo - da 'Tutti giù per terra' a 'Torino è casa mia' - anche sulla scorta del libro che ha appena tradotto sottolinea che questa decisione della Disney "descrive una situazione paradossale, una follia collettiva che ha preso piede".

"Una follia - aggiunge - che a mio giudizio è anche alla base del successo di Donald Trump negli Usa: in molti si sono sentiti presi in giro da questo modo di concepire la vita, in cui gli viene detto cosa può dire e cosa non può dire. Alla fine si è ottenuto, per reazione, l'effetto opposto che porta ad apprezzare chi è politicamente scorretto ma appare sincero mentre viviamo in un momento in cui l'ipocrisia verbale è una moda diffusa".

Parlando poi della Disney, secondo Culicchia "la paura di cause milionarie assurde ha portato la casa di produzione a cambiare negli ultimi anni anche i suoi personaggi snaturandoli completamente: Gambadilegno senza gamba di legno, Basettoni che non usa la pistola. Cose così". La situazione di paura seguita a tante cause per molestie o per offese alle persone o alla sensibilità religiosa è ancora molto attuale, anzi, sostiene Culicchia, "vive ancora un periodo di esuberanza". "È una cosa surreale e pericolosa - aggiunge - perché riguarda la questione della libertà, anzi di mancanza di libertà".

Culicchia, da anni traduttore di alcuni dei maggiori scrittori mondiali tra cui Scott Fitzgerald, Mark Twain, Bret Easton Ellis, si interroga sulla necessità di 'rivedere' o avvertire i lettori o chi guarda un film che si tratta di un'opera realizzata molti anni fa.

"E' un po' come se chiedessero all'editore di un libro di Jonathan Swift di scrivere che quando lo scrittore dice che per risolvere la fame nel mondo bisognerebbe mangiare i bambini esprime un'opinione che oggi non è condivisibile. La mancanza d'ironia, oltre a un'assenza di realismo, creano questa situazione paradossale che oggi porta la Disney ad avvertire i bambini che i contenuti dei cartoni animati degli anni '50 sono rappresentazioni culturali obsolete".