Perizia Ponte Morandi, Di Maio: “Via la concessione”

perizia ponte morandi

Se già prima il vicepremier Di Maio era propenso a togliere la concessione ad Autostrade per l’Italia, ora non ha più dubbi: bisogna avviare al più presto la procedura. “Perizia shock” si legge sul suo profilo Facebook a seguito della pubblicazione della relazione degli esperti sullo stato sia della porzione crollata che di quella rimasta in piedi. Ciò che è emerso è una mancata manutenzione, un grave degrado e alcuni difetti di costruzione. “Ci sono tante cose all’interno della perizia che mettono i brividi, ma una in particolare: la mancanza per 25 anni di interventi significativi di manutenzione, da quando la competenza ha smesso di essere dello Stato“.

Perizia Ponte Morandi

Bisogna avviare al più presto il procedimento di revoca delle concessioni ad Autostrade per l’Italia” continua il vicepremier pentastellato. “Il nostro compito – precisa poi – è anche quello di far capire, a questi signori, che il governo adesso li controlla, per impedire che il profitto prevalga sul bene collettivo. Questo è il miglior modo per onorare le vittime della tragedia di Genova. E il governo unito su questo è la migliore risposta che possiamo dare alle loro famiglie“.

La replica di Autostrade

Si rigetta in toto ogni accusa generalizzata di mancanza di manutenzione” ha scritto la società Autostrade per l’Italia in una nota: “Ci si augura che nella fase successiva si possa appurare cosa ha realmente determinato il crollo del ponte e come mai nessuno dei sistemi e dei consulenti dedicati al monitoraggio abbiano mai evidenziato alcun rischio“. Aspi aggiunge poi che “i difetti evidenziati dalla perizia non erano tali da compromettere la tenuta del ponte“.

Vedo che Aspi mi attacca nuovamente senza alcun motivo, visto che le mie dichiarazioni fanno riferimento alla relazione dei tre periti del giudice per le indagini preliminari sul Ponte Morandi” ha sottolineato Di Maio a sua volta. “Non è la mia relazione, questo non è un dibattito politico, ma ci sono delle indagini e dei tecnici che stanno evidenziando delle gravi mancanze. È inutile che Aspi tiri in ballo me o il M5s, perché qui non c’è nessun complotto. Qui il punto è che o siamo tutti matti, o Aspi, forse, ha torto. Farebbe meglio a chiedere scusa“.