Personal branding: come iniziare?

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Verona, 19/12/2019 - Il concetto che fa da fondamento al personal branding è quello inerente la trasformazione di se stessi in una sorta di prodotto da promuovere. Per fare questo, utile è progettare una serie di strategie volte non soltanto a promuovere la propria immagine e la propria identità, ma anche tutte quelle peculiarità che contraddistinguono il singolo soggetto differenziandolo da tutti gli altri, sia a livello professionale che a livello prettamente personale. 

Opportuno è, a questo punto, tenere debitamente in considerazione il fatto che spesso la valorizzazione del profilo in oggetto è potenzialmente in grado di conferire vantaggi anche ad altri. Proprio per questo, è bene porsi domande inerenti sia alle problematiche verso le quali trovare delle soluzioni, sia a tutti quei bisogni che necessitano di una risposta. Sarà in questo modo che il personal branding potrà avere buone possibilità di successo. Punto che sta alla base del tutto non è rintracciabile nell'imposizione del brand personale, ma nella sua proposta. 

L'importanza del personal branding sta nel fatto che, soprattutto al giorno d'oggi, sarebbe pressoché impossibile anche soltanto cercare di prescindere da un'adeguata valorizzazione sia della propria immagine che di una reputazione che denota il successo nel mondo professionale. Tale strumento diventerà, quindi, qualcosa di molto simile a un biglietto da visita che andrà studiato e progettato anche nei particolari apparentemente secondari. 

L’obiettivo principe è quello di far rendere al massimo la personalità di ciascuno, portandone alla luce una diversità che deve divenire perno centrale intorno al quale provare a costruire un profilo credibile. Edificare il proprio brand richiederà, per forza di cose, un'accurata analisi di ciò che si è e di ciò che si vuole essere agli occhi degli altri. 

Dare prestigio alle proprie opinioni online, magari accreditandosi come esperto in un settore di nicchia, non significa soltanto diventare visibile in rete, ma anche e soprattutto offline. Non si tratta solo di avere biglietti da visita che colpiscono, ma di rinsaldare la reputazione con strumenti di ogni genere, come la scrittura di un libro o, in alternativa, la presenza in tutti quegli eventi dove, a diventare protagonista, è ciò per il quale ci si dichiara, appunto, esperti. Adeguata potrebbe, poi, essere la creazione di un'associazione il cui scopo principale è quello di mettere insieme tra loro tutti gli individui interessati all'argomento trattato. 

Detto questo, quali sono i primi passi da muovere? In che modo iniziare a fare personal branding? In seguito una serie di consigli utili. 

La fase preliminare 

Prima di giungere alla parte pratica vera e propria, appropriato è non dimenticare mai che tra il raccontare la propria professione e farne sfoggio in maniera superba e del tutto sterile, esiste un sottile, e talvolta impercettibile, confine. Se è vero che lo storytelling di sé è giusto, è altrettanto vero che gli eccessi condurrebbero verso lidi assai lontani da quelli che sono i reali obiettivi da perseguire. Ad essere compresi all'interno del racconto, devono essere tutti quegli aspetti che contribuiscono a costruire sia le proprie abitudini nel quotidiano sia ciò che realmente si preferisce. 

A disegnare i connotati di ciascuno, è bene ricordarlo, non è esclusivamente l'ambito lavorativo. 

Una volta che si è ben compreso quello che è il proprio valore reale, non bisogna limitarsi ad annunciarlo, ma procedere a mostrarlo, mettendo i componenti del pubblico nelle condizioni di poterlo tastare con mano. 

Non imitare, ma diversificare 

Come facilmente si potrebbe immaginare, diversi sono i fattori sui quali volgere la lente di ingrandimento. In generale, fare personal branding non è imitare ciò che gli altri sono, ma entrare nell'ordine di idee che tutto quello che si intende pubblicizzare riguardo alla propria persona è unico ed è caratterizzato da punti di forza che non si può evitare di far conoscere. Un buon basamento di partenza potrebbe essere costituito da un'approfondita analisi SWOT. Si tratta di uno strumento di pianificazione strategica usato per valutare i punti di forza, le debolezze, le opportunità e le minacce di qualsiasi progetto. 

Il pubblico 

L'individuazione del pubblico rappresenta un altro fattore sul quale buttare l'occhio. Il personal branding, tra i propri scopi, si pone quello di individuare un pubblico che, per peculiarità e preferenze, appaia come ben definito. Prima di provvedere a redigere qualsiasi strategia specifica, sarà una buona idea cercare di capire da che tipo di spettatori esso sarà composto. 

Lo sfondo 

Tutto ciò di cui si necessita, almeno in partenza, è una piattaforma virtuale dalla quale poter iniziare. Dopo aver creato un blog o un profilo social, arriverà il momento nel quale bisognerà incedere in due direzioni: l'ottimizzazione dei profili e la pubblicazione costante di contenuti. In altre parole, da un lato andranno ottimizzati i profili Twitter o Facebook, mentre dall'altro si dovrà trapuntarli di contenuti che risultino funzionali alla nicchia di cui ci si occupa. 

Particolare meritevole di cura è individuabile nella propria foto, la quale deve incarnare il giusto mix tra simpatia e bravura. Ogni contenuto dovrà, perciò, essere dimostrazione di preparazione e di competenza. 

Il ruolo dei social 

Come accennato in precedenza, attualmente i social media occupano una parte preponderante della quotidianità di ognuno. La capillarità del loro avvento ha varcato le frontiere di un personal branding che non può non tenerne conto. Vista la serie vasta di soluzioni opzionabili, c'è quindi da mettere in chiaro che è meglio optare per una o due piattaforme piuttosto che aprire un profilo in ciascuna di loro, curando quest'ultimo raramente e in modo tutt'altro che efficiente. 

Coerenza 

Originalità e autenticità sono importanti, ma non bastano. Aggiunta decisiva è data da una coerenza tramite la quale far viaggiare nella medesima direzione i social, l'eventuale blog e il sito Internet. Se, ad esempio, viene pubblicato un annuncio nella bacheca del profilo social, ciò che viene fatto nel concreto dovrà esserne astrattamente legato. 

L'importanza di una buona comunicazione 

Ad essere preponderante non è solo ciò che, a cadenza giornaliera, viene pubblicato, ma anche una comunicazione che passa dall'interazione con il proprio pubblico. Rendersi rintracciabili all'interno dei motori di ricerca più utilizzati è una parte corposa nella torta, ma non costituisce la sua interezza. La restante parte è data dal rendere partecipi del progetto coloro ai quali il prodotto da valorizzare è indirizzato. 

Essere considerati una figura professionale e preparata è direttamente proporzionale alle opinioni che vengono scambiate con clienti o potenziali tali. Il dialogo non deve interessare esclusivamente le proprie pagine, ma anche forum e community facenti parte dello stesso settore. La diretta partecipazione in questi ultimi faciliterà la creazione di una rete di interazione la cui cura dovrà occupare almeno mezzora al giorno. 

In ultimo, non in ordine di importanza, altro imperativo corrisponde al verbo "collaborare". Frequentemente e talvolta senza cognizione di causa, si afferma che ogni prestazione merita retribuzione. Tuttavia, nel momento in cui una pagina affermata ed autorevole concede la possibilità di scrivere, non bisogna farsi sfuggire tale chance. Tutto ciò permetterà di aumentare in maniera esponenziale una reputazione che ne gioverà notevolmente. 

Per informazioni: 

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