Pesca, Emilia-Romagna prima regione a sperimentare un nuovo modello

red/Rus

Roma, 9 nov. (askanews) - Nuove regole e limitazione al numero di catture giornaliere, per salvaguardare la fauna ittica. Come? Prestando particolare attenzione alle specie autoctone in rapida diminuzione come anguilla, barbo, lasca e vairone; avviando per la prima volta in Italia di un modello sperimentale di gestione della pesca professionale all'insegna della conservazione dell'ecosistema, per evitare il rischio di un eccessivo sfruttamento dei corsi d'acqua; valorizzando il ruolo dell'associazionismo soprattutto nell'ambito della formazione dei giovani e dell'organizzazione delle competizioni sportive; prestando più attenzione al rispetto dei pesci quali esseri viventi.

Sono le principali novità contenute nello schema di regolamento licenziato in via preliminare nei giorni scorsi dalla Giunta di Viale Aldo Moro in attuazione della legge regionale n. 11/2012 sulla disciplina della pesca nelle acque interne e sulle successive modifiche. Da ultimo quelle introdotte con la legge n. 2/2017, approvata dall'Assemblea legislativa il 6 marzo scorso, che ha rafforzato la vigilanza e inasprito le sanzioni pecuniarie contro la pesca di frodo, oltre a dare il via a una consistente operazione di snellimento e semplificazione delle procedure burocratiche.

"Dopo aver irrobustito le misure di contrasto al bracconaggio ittico- sottolinea l'assessore regionale alla Pesca, Simona Caselli- con questo provvedimento introduciamo norme stringenti per tutelare in maniera ancora più efficace le specie ittiche presenti nei nostri fiumi, a partire da quelle a rischio di scomparsa indicate dall'Ue. Al tempo stesso, con le nuove norme, poniamo le basi per la sperimentazione, primi a livello nazionale, di un modello innovativo di pesca sostenibile che potrà anche prevedere l'assegnazione in esclusiva ai pescatori professionali di interi tratti dei corsi di acqua da affidare alle loro cure per un certo numero di anni, in modo da favorire una sorta di 'autogestione responsabile' dell'attività di pesca per contrastare i fenomeni sempre più frequenti di depauperamento del patrimonio ittico".(Segue)

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