Pesca sostenibile nel Cilento, arriva il "Passaporto Blu" -2-

Red

Roma, 20 nov. (askanews) - Flag Cilento Mare Blu. "Per la costa cilentana, la pesca ha sempre rappresentato un importante fattore di identità e ancora oggi cerca di esser identificata come biodiversità", spiega l'ing. Mauro Inverso (presidente FLAG Cilento Mare Blu). "Identitàculturale e biodiversità, dunque, gli elementi chiave che ci hanno spinto a progettare il Passaporto Blu, e intervenire quindi per far sì che la pesca artigianale possa continuare a competere con la pesca industriale, che nulla ha a che vedere con la qualità. Bisogna infatti contrastare il mercato globalizzato - sottolinea -, attraverso il mercato della pesca artigianale, che si caratterizza per qualità e salvaguardia dell'ambiente marino, in un'area che, ricordiamolo, è patrimonio Unesco".

"Purtroppo dobbiamo fare i contri con l'esiguità dei pescatori - evidenzia ancora Inverso -, ma il nostro obiettivo è quello di puntare sempre ad accrescere il potenziale umano e della qualità del pescato, in un'area dove si sviluppa al meglio la dieta mediterranea. Un fattore positivo non solo alimentare, che si evidenzia anche nello stile di vita, nel viver bene in tutti i sensi, nel rispetto dell'ambiente. Ecco, questa è la nostra mission".

Fareambiente. "Il mare cilentano offre, ancora oggi, un pescato caratterizzato da una forte 'identità' che merita di essere 'identificata' e distinta rispetto ad altre forme di pescato, un vero e proprio 'mare di biodiversità' che rappresenta un patrimonio di valori incommensurabili in termini si unicità, di qualità e di sostenibilità". Così il presidente di Fareambiente, Vincenzo Pepe. "Quando ci troviamo al banco della pescheria o al ristorante -continua Pepe - ci preme informarci se il pesce che ci viene proposto sia stato pescato o allevato. Ma questo non è sufficiente a fornirci indicazioni sulla qualità di quel prodotto ed in particolar modo sulla sostenibilità delle pratiche di pesca esercitate. Gli esperti pescatori cilentani con particolari reti tradizionali effettuano una pesca a strascico poco invasiva perchénon raschiano i fondali".

"I pescatori nel Cilento - avverte ancora il presidente di Fareambiente - sono rimasti in pochi. Proprio sui porti cilentani, confondendosi tra loro, si può consumare una colazione salata, come ad esempio alici e vino. Oppure acquistare prodotti ittici da portare direttamente a casa, una seppia, un'orata, o forse alici e sgombri. Siamo nella terra che incantò Ancel Keys, che proprio qui coniò la definizione di Dieta Mediterranea, espressione con cui il nutrizionista e fisiologo americano voleva rappresentare uno stile di vita basato su una biodiversità storica, sociale, antropologica e naturale eletta, non a caso, patrimonio immateriale dell'Unesco".

All'evento sono inoltre intervenuti: l'on. Paolo Russo(Commissione Bilancio Camera dei deputati), la dott.ssa Vincenza Cerulo (UNCI Agroalimentare), Luca Cerretani (coordinatore GAL Cilento Regeneratio) e Claudio Aprea (direttore FLAG Cilento Mare Blu), l'on. Maria Teresa Baldini (Commissione Attività produttive Camera dei deputati).