Pesca sostenibile nel Cilento, arriva il "Passaporto Blu"

Red

Roma, 20 nov. (askanews) - Identità culturale e biodiversità. Sono questi i due punti chiave alla base della certificazione di qualità del "Passaporto Blu" del pescato sostenibile cilentano, uno strumento per rendere "identificabile", conosciuta e riconosciuta, una così forte "identità", tracciandola fino alle nostre tavole. Uno strumento di salvaguardia ambientale, presentato oggi a Montecitorio, nel corso dell'iniziativa dal titolo "La Dieta Mediterranea: il pescato del Cilento", portata avanti dal FLAG Cilento Mare Blu, insieme con Fareambiente, in una conferenza stampa a cui hanno preso parte parlamentari, rappresentanti del territorio e operatori del settore.

Il Passaporto blu. Aderendo al "Passaporto Blu" del Pescato Sostenibile del Cilento, l'attività dichiara e certifica che: la propria ditta produce o acquista o commercializza o trasforma il prodotto ittico di cattura proveniente direttamente dai pescatori locali del territorio del FLAG Cilento Mare Blu a loro volta inseriti nell'elenco del Passaporto Blu; di impegnarsi a rispettare le disposizioni dello specifico regolamento del Flag Cilento Mare Blu, il disciplinare di produzione e le indicazioni contenute nella scheda descrittiva del prodotto, approvati dal FLAG Cilento Mare Blu; che nella produzione, trasformazione, preparazione, commercializzazione ed etichettatura del prodotto sono rispettate tutte le norme vigenti; che non sono impiegati prodotti derivanti da catture illegali, prodotti di pesce importato da paesi terzi o da aree fuori la competenza del Flag Cilento Blu, che nella trasformazione preparazione degli stessi non vi sono contaminazioni con transgenici, ovvero contenenti organismi geneticamente modificati (O.G.M.); di accettare i controlli che potranno essere disposti alla sua azienda dalla commissione di monitoraggio del Passaporto Blu del FLAG Cilento Mare Blu, in ordine alle corrette modalità di conservazione e preparazione del prodotto.(Segue)