Peschereccio attaccato dai libici, il comandante: "Sono vivo"

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"Sono vivo". Sono state queste le prime parole di Giuseppe Giacalone, comandante del peschereccio 'Aliseo', al suo arrivo al porto di Mazara del Vallo. Visibilmente scosso e con una fasciatura bianca sulla testa, dove è stato colpito da alcune schegge del finestrino della sua barca dopo l'attacco della Guardia costiera libica, ha incontrato il vescovo Domenico Mogavero e poi abbracciato i suoi familiari. Subito dopo il comandante ha lasciato il porto senza incontrare i giornalisti.

Ieri il figlio Alessandro, che ha parlato con il padre via radio, ha raccontato che i pescatori sul peschereccio "sono stati inseguiti per due ore" e che "alla motovedetta sparavano ad altezza d'uomo".

Appena sceso dall'imbarcazione un lungo abbraccio con i suoi familiari. "Il comandante Giacalone è molto giù di morale, d'altro canto è stato sfiorato da un proiettile e psicologicamente la situazione è grave. E' una vicenda che sta lasciando il segno, speriamo che si riprendano al più presto e che abbiano il coraggio di tornare in mare", ha detto monsignor Domenico Mogavero.

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