Petrocelli,Senato pronto a disco verde Giunta a scioglimento Commissione Esteri

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Roma, 10 mag. (askanews) - Tutto pronto al Senato per l'operazione Petrocelli: alle 16.30 la giunta per il Regolamento di palazzo Madama si riunisce per esprimere l'atteso parere favorevole alla decadenza (o scioglimento) della commissione Esteri, a seguito delle dimissioni di venti dei suoi componenti (tutto tranne il discusso presidente) e dell'accordo fra i gruppi parlamentari per non sostituirli. Fonti parlamentari del Senato riferiscono che la "pratica" verrà chiusa entro la riunione odierna, che all'ordine del giorno prevede "Seguito esame questioni concernenti la Presidenza della 3a Commissione permanente".

Oggetto del contendere l'incarico parlamentare del senatore M5S Vito Petrocelli, che appunto è presidente della commissione Esteri, che sarà espulso dal gruppo (ma ci sono dubbi sulla validità del suo statuto) e dal Movimento per la sua scelta di opposizione al governo Draghi e alle politiche si assistenza anche armata all'Ucraina invasa dalla Russia.

Le sue posizioni sono state ripetutamente bollate come "filo-russe" e lui stesso, apparentemente, non se n'è adontato, dando adito a nuove polemiche in occasione del 25 aprile, con un tweet per la "LiberaZione" nel quale la zeta maiuscola riproduceva uno dei simboli dell'operazione militare russa: "E' stata una provocazione - ha spiegato ieri in una intervista a Repubblica - contro la retorica Nato e gli slogan neonazisti". Nelle scorse settimane ha fatto sapere di essere deciso a tentare un ricorso alla Corte costituzionale contro la sua defenestrazione che attribuisce a una "vendetta politica".

La strada indicata per rimuovere Petrocelli, dicono a palazzo Madama, sarà quella del caso del senatore Riccardo Villari: a capo fra il 2008 e il 2009 della commissione di Vigilanza Rai, non una commissione permanente ma una bicamerale, la cui presidenza era tradizionalmente appannaggio dell'opposizione. Lui ne faceva parte, tuttavia fu eletto coi voti della maggioranza di centrodestra e quindi espulso dal Pd ma non si dimise dalla presidenza. Arrivarono le dimissioni collettive e i presidenti delle Camere sciolsero la commissione per reinsediarla.

In una prima fase qualche perplessità sull'uso "per analogia" del presidente Villari era giunto dagli uffici di palazzo Madama, visto che l'esponente del M5S presiede una commissione permanente, ma nel diritto parlamentare i precedenti - e gli accordi politici che li rendono possibili - sono tutto. Ecco perché, forte del parere della Giunta, la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, dovrebbe essere in grado di sciogliere la commissione Esteri, per la quale i gruppi poi provvederanno a nominare i nuovi componenti. Senza Petrocelli e con la possibilità di nominare un nuovo presidente. Resta da vedere se tutti manterranno gli impegni e consentiranno al M5S di sceglierne uno fra le proprie schiere: il favorito è il "pacifista" Gianluca Ferrara ma la partita, sussurrano a palazzo Madama, potrebbe non essere chiusa.

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