Petrolio: quotazioni in calo, l'Arabia taglia i prezzi

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AGI - Prezzi del petrolio in lieve calo a causa dei timori sulla domanda, soprattutto in Asia. Proprio tali preoccupazioni hanno spinto l'Arabia Saudita, il maggior esportatore mondiale, a ridurre i propri prezzi sui mercati asiatici. I future sul Wti cedono lo 0,58% a 68,87 dollari al barile, quelli sul Brent arretrano dello 0,94% a 71,9 dollari al barile.      

"Riad ha detto che a ottobre abbasserà i prezzi di vendita dell'intera gamma di prodotti petroliferi di almeno un dollaro al barile", ha affermato Neil Wilson, analista di Markets.com. Le informazioni sono state condivise da Saudi Aramco in un documento finanziario e hanno colto di sorpresa il mercato. Questo calo dei prezzi è dovuto a una ripresa della domanda meno forte del previsto e alla volontà di mantenere quote di mercato.    

"I sauditi hanno tagliato il prezzo in Asia più del previsto", ha affermato Ole Hansen di Saxo Bank. "Questo ovviamente fa sorgere l'interrogativo se stiano cercando quote di mercato o se vedono una situazione di domanda debole che richiede un prezzo più basso per restare competitivi", ha aggiunto.

I fattori in campo

l sentimento ribassista di recente si è aggiunta la disponibilità dei governi a rilasciare riserve strategiche che riducono la necessità di forniture dal mercato. Tuttavia, una parte significativa della produzione statunitense resta ferma nel Golfo del Messico a causa dell'uragano Ida.      

"Le varianti Covid-19 rischiano di pesare più del previsto sulla ripresa della domanda", avverte Bjarne Schieldrop, analista di Seb.

Tuttavia, l'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opec) e i suoi partner, un'alleanza in cui l'Arabia Saudita è molto influente, hanno deciso la scorsa settimana di aumentare la produzione.  

Gli investitori stanno monitorando anche la situazione negli Stati Uniti, dove l'uragano Ida ha colpito una parte significativa della produzione nel Golfo del Messico e anche molte raffinerie.

Gli Usa attingono alle riserve

In ogni caso, il governo Usa ha deciso di utilizzare parte delle sue riserve strategiche per prevenire una carenza di benzina nel bel mezzo di un fine settimana prolungato da una vacanza per il Labor Day.      

Il mese scorso, alcuni clienti asiatici hanno richiesto all'Arabia Saudita meno greggio a causa dell'impatto sulla domanda della variante Delta del Covid-19. Per ottobre, i prezzi ufficiali sauditi per i carichi diretti negli Stati Uniti, nell'Europa nordoccidentale e nel Mediterraneo sono rimasti stabili, a indicare l'intenzione di Riad di dare priorità ai flussi verso l'Asia.      

Resta difficile per analisti e trader formare un quadro chiaro delle prospettive della domanda globale a causa della continua diffusione del virus. Il consumo di carburante negli Stati Uniti è salito a un record, la domanda europea è in aumento mentre le scorte di greggio nei principali centri di stoccaggio come Saldanha Bay in Sudafrica sono diminuite, segno che l'eccesso indotto dalla pandemia si sta rapidamente dissipando. 

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