Petrolio russo, Draghi: "Accordo su embargo un successo"

(Adnkronos) - "L'accordo è stato un successo, perché immaginare di essere uniti su un embargo di circa il 90% del petrolio russo, fino a qualche giorno fa, non sarebbe stato credibile. È stato un successo completo". Così il premier Mario Draghi in conferenza stampa a Bruxelles dopo il Consiglio Ue. Draghi ha spiegato che "il momento massimo di impatto" delle sanzioni adottate dall'Ue contro la Russia "sarà quest'estate, nel senso che avranno il loro impatto massimo da quest'estate in poi" ed ha precisato che le sanzioni su Mosca "dureranno molto molto a lungo".

"L'Italia - ha chiarito - non è penalizzata dall'embargo sul petrolio russo, per noi l'embargo è dalla fine dell'anno e siamo più o meno come gli altri". "Germania e Polonia si sono impegnate entro fine anno a non importare gas russo e il cancelliere tedesco Scholz ha spiegato con grande sincerità le difficoltà a interrompere il gas russo ed è stato compreso da tutti gli altri leader" ha proseguito il presidente del Consiglio. Inoltre "si è tenuto conto della situazione specifica dell'Ungheria e della Repubblica Ceca che non hanno accesso sul mare. Quindi se si interrompe il flusso di petrolio russo occorre essere sicuri che possano avere un'offerta petrolio da altri fronti. E' stata trovata una soluzione attraverso la Croazia: loro avranno esenzione" dall'embargo "per un certo periodo di tempo, in modo che si attrezzino per avere il petrolio dalla Croazia, dal Mare Adriatico e la questione è stata risolta".

Pagando il gas russo l'Ue finanzia la guerra e nell'Unione "questa consapevolezza c'è - ha poi evidenziato - sono 95 giorni che è iniziata la guerra, ma soprattutto in alcuni Paesi c'è la consapevolezza di non poter fare altrimenti. E' una situazione frustrante, che mette in grave imbarazzo".

Quanto al cosiddetto price cap "noi siamo stati accontentati, nelle conclusioni c'è un riferimento esplicito al tetto e ora la Commissione ha ricevuto il mandato per studiare la fattibilità del tetto e anche altre questioni" ha affermato Draghi.

UCRAINA-RUSSIA - Il summit straordinario del Consiglio europeo "è stato un po' lungo ma con risultati che ci vede abbastanza soddisfatti - ha detto il presidente del Consiglio - Si è parlato di Ucraina, il Consiglio Ue ha riaffermato l'unità d'azione dell'intera alleanza, abbiamo ribadito come la Russia non debba poter vincere la guerra e come l'Ucraina sceglierà la pace che vuole, anche perché forzata non sarebbe sostenibile, posto sia possibile".

"Bisognerà sminare i porti - ha continuato - Poi su chi ha messo le mine ognuno accusa l'altro, fatto sta che è pieno di mine. La Marina italiana può offrire un contributo in questo". Occorre che "da parte russa ci sia il permesso alle navi di arrivare e che queste navi, come ha detto Putin nella telefonata che abbiamo fatto, trasportino cibo e non armi. Occorrerà immaginare una procedura. E poi la questione più complicata: la garanzia che chiede l'Ucraina che non ci siano attacchi una vota sminati i porti".

CRISI DEL GRANO - "L'Ue sta però cercando di muoversi anche su un altro fronte, quello di organizzare trasporti di grano via ferrovia", una via "più facile" rispetto a quella "di liberare i porti ma con una possibilità di trasporti più limitata" ha detto Draghi. "L'importante è fare presto: se i silos non saranno svuotati non ci sarà posto per il nuovo raccolto".

"Vincere la battaglia della sicurezza alimentare per l'Africa è importante anche dal punto di vista strategico. Molti Paesi africani non sono dalla nostra parte, come si è visto nel voto all'Onu" sulle sanzioni alla Russia, ha ricordato. "Quindi ciò che l'Alleanza vorrebbe fare è portarli dalla parte nostra. Ma se si perde la guerra alimentare questi Paesi, al di là delle colpe, si sentiranno traditi e mai verranno dalla nostra parte".

DIFESA UE - "Per la difesa noi spendiamo più di tre volte di quanto spende la Russia" ed è "stupefacente che l'Europa importi armi dal resto del mondo per il 60%. Bisogna in qualche modo coordinarsi ma per questo tipo di operazioni ci vuole tempo" e andrebbe anche capito se ci sia "la necessità di importare certe cose" ha affermato il presidente del Consiglio. "L'impressione è che, come sempre in questo settore, l'indirizzo della scelta delle armi, di cosa comprare e dove comprare sia tutta nazionale ed è una prerogativa gelosamente custodita dai generali, quindi facciano uno sforzo per parlarsi di più e capiscano che sono tutti soldi nostri".

VIAGGIO DI SALVINI - Poi, sul possibile viaggio a Mosca di Matteo Salvini, il premier ha risposto: "Da quando si è formato il governo, e io sono stato chiarissimo su questo, l’esecutivo è fermamente collocato nell’Ue e nel nostro rapporto storico transatlantico. Si è sempre mosso in questo binario da quando ha iniziato la sua attività e continua a muoversi" in questo senso. "Questo è quanto", ha detto Draghi rispondendo a una domanda sull’ipotesi di un viaggio di Salvini a Mosca e sulle notizie di stampa relative a un incontro che il leader della Lega avrebbe avuto con l’ambasciatore russo in Italia. "Mi hanno fatto una domanda al Copasir, in un’audizione circa un mese fa, io ho detto che non voglio entrare nei rapporti che queste persone di governo possono avere. L’importante è che siano trasparenti".

RUOLO IN FUTURO - "No" è stata la laconica risposta del premier a chi gli chiedeva se sia ipotizzabile un suo ruolo internazionale in futuro.

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