Il Petrolio da una scossa al sentiment

Giuseppe Sersale
 

Il primo giorno del secondo trimestre si è concluso degnamente ieri a WS, con l'S&P a -4.4% in chiusura, avendo recuperato quasi un punto nel finale. Tra i temi trattati, il decorso dell'epidemia in US, con lo Stato di New York diventato, da solo, il quarto per numero di contagiati dopo USA, Italia e Spagna. Trump ha ventilato la possibilità di ridurre i voli interni tra i principali focolai e il resto del paese. Un altro argomento che comincia a prendere corpo anche in US è quello della sospensione dei dividendi, un tema ormai affermatosi nel vecchio continente (Ieri le banche UK hanno messo a segno cali a 2 cifre proprio in relazione a questo tipo di annunci). Avendo gli USA seguito i passi europei, sembra questione di tempo che anche oltreoceano parta la moral suasion delle autorità, alla luce dell'enorme pacchetto destinato a supportare le aziende.

La seduta asiatica è però partita con un tono un po' più costruttivo. Tra i motivi di questo recupero, la circostanza che la Cina ha dichiarato che alla luce del calo dei prezzi, inizierà a comprare Petrolio per le riserve di stato. Il greggio è così balzato del 13%, dando un po' di supporto al sentiment globale, attraverso l'impatto sul settore energy e resources.

  • CHINA TO START BUYING OIL FOR STATE RESERVES AFTER PRICE CRASH

Così, i principali indici asiatici hanno un andamento contrastato, con il China Complex Seul e Jakarta positivi, e Tokyo, Sydney e Taiwan in calo. Mumbai chiusa per festività.

La seduta europea è così partita con un tono un po' più costruttivo, e gli indici in moderato progresso.

Al mood positivo ha forse contribuito la il sentore di costruttività che arriva dai dintorni di Bruxelles. Dal muto contro muro di una settimana esatta fa, siamo passati alle proposte circolate ieri, dall' idea della Von Der Leyen (autrice oggi di una lettera di scuse e solidarietà all'Italia) di uno schema per erogare sussidi di disoccupazione ai paesi membri, all'idea di Macron di un fondo di emergenza finanziato temporaneamente con Eurobonds, alla pro offerta olandese di erogazioni ai paesi in crisi per totali 20 bln. Handelsblatt ha riportato stamattina che il Ministro delle Finanze Tedesco Scholz è a favore di un pacchetto da 200/250 bln comprendente 100 bln di ESM loans a Italia e Spagna, 50 bln di prestiti dalla BEI alle aziende e altri 100 per sussidi di disoccupazione a tutta Europa. Restano gli scogli della condizionalità per l'ESM e della contrarietà a veri e propri Eurobond da parte dei paesi nordici, ma si nota fermento in direzione di qualche genere di compromesso.

L'impatto si è visto sullo spread sceso oggi di 6/7 bps.

L'elefante nella stanza, oggi, era la pubblicazione dei sussidi di disoccupazione settimanali in US, dopo l'esplosione della scorsa settimana. Il mercato vi si è avvicinato con un mood timidamente costruttivo. Ma il numero ha costituito un nuovo shock : 6.648.000, il doppio della settimana scorsa, che già  veva superato di oltre 4 volte il record precedente, del 1978. Quasi 3 milioni sopra il consenso, oltre la previsione più pessimistica. I jobless claims possono prestare il fianco a qualche malinteso. non è necessario aver perso il lavoro per accedervi. E' possibile che molte di queste richieste siano di dipendenti che sono temporaneamente a casa. Ma il numero è tale da non lasciare dubbi sullo stato attuale del mercato del lavoro USA. Domani abbiamo la pubblicazione dei payrolls, ma il numero non sarà significativo, in quanto non può aver ancora catturato questo stato di cose. Ma uno shock potrebbe comunque arrivare.

Il mercato ha sentito la scoppola, gli indici sono passati in negativo, e wall Street, quando ha aperto, ha brevemente dato l'impressione di voler aumentare il calo messo a segno ieri, pur senza intraprendere decisamente la via del ribasso.

In soccorso del sentiment è venuto nuovamente il Petrolio. Secondo lo stile che lo contraddistingue, Trump a metà pomeriggio europeo ha twittato che avendo appena parlato con i Sauditi, era convinto che si potesse arrivare ad un taglio di 10 mln di barili al giorno e anche più, rincarando poco dopo la dose.

C'è in "IF" nel primo tweett, che mostra che nessun accordo è stato siglato ancora. Ma il petrolio è schizzato al rialzo, arrivando a guadagnare oltre il 25%, quando da parte saudita si è ammesso che effettivamente del movimento c'era.

  • SAUDI ARABIA CALLS FOR URGENT OPEC+ MEETING: STATE-RUN SPA.

E' interessante notare che, quando dalla Russia è arrivata una mezza smentita, il rally non ha perso significativamente vigore. E così quanto si è capito che le condizioni per un accordo non sono semplici.

  • PUTIN HAS NOT SPOKEN TO SAUDI CROWN PRINCE, PESKOV SAYS.
  • RUSSIA, SAUDI HAVE NOT AGREED ON ANY OUTPUT-CUT SIZE: DELEGATE
  • OIL NATIONS MEETING CALLED TO 'EVENTUALLY' AGREE CUTS: DELEGATE
  • SAUDI ARABIA WANTS NON-OPEC+ PRODUCERS TO JOIN MEETING:DELEGATE
  • SAUDIS WANT U.S., CANADA, MEXICO & OTHERS TO JOIN ANY CUTS: DJ

Probabilmente alla reazione hanno contribuito parecchio un eccesso di pessimismo e di positioning difensivo sul Greggio accumulati di recente. E non sono in pochi a pensare che se anche nel breve l'oil potrebbe terminare sotto 20$, non ci potrà rimanere a lungo.

La chiusura europea rispecchia questa situazione, con gli indici in moderato progresso, gli spread in chiusura ma l'€ in ulteriore calo.

Dopo la chiusura è circolato un pezzo di Market News secondo cui a Bruxelles si starebbero dirigendo verso un pacchetto di emergenza che prevede linee di credito dell'ESM per i paesi fiscalmente più deboli "nonostante" l'insistenza degli Olandesi che vi deve essere condizionalità". Che vuol dire? Che l'intenzione è di non mettere condizioni? Non si capisce. Del pacchetto farebbe parte un contributo della BEI, e lo schema della Von Der Leyen SURE per 100 mln. Le caratteristiche sembrano combaciare con le indiscrezioni del Handelsbaltt. Vedremo se nelle prossime ore arriveranno altri dettagli.

Complice l'attenuazione del rally dell'oil (che però sale sempre di un bel 16%), Wall Street ha un ora e mezza dalla chiusura ha perso molta della sua brillantezza:

  • TRUMP DOES NOT PLAN TO ASK DOMESTIC OIL PRODUCERS TO AGREE ON A SPECIFIC CUT - SENIOR ADMINISTRATION OFFICIAL
  • U.S. DOES NOT KNOW FORMAL DETAILS OF SAUDI, RUSSIAN PLANS TO CUT OIL SUPPLY - SENIOR ADMINISTRATION OFFICIAL

L'indice generale è anche zavorrato dalle small caps che forse sembrano agli investitori peggio posizionate per fruire degli aiuti (il Russell 2000 perde lo 0.8% e a 1 mese perde 10% più dell'indice generale. E poi, i Jobless erano davvero brutti, e domani abbiamo i payrolls. Normale che l'entusiasmo non sia alle stelle.

Autore: Giuseppe Sersale Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online