Peugeot 309, la berlina più strana del Leone

redazione@motor1.com (Filippo Einaudi)
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Peugeot 309, la storia
Peugeot 309, la storia

Non era una 205 con la coda, anche se con la "piccola" aveva molto in comune. All'inizio doveva essere una Talbot

Basta quel "9" alla fine, più unico che raro nella storia del Leone, a far capire che la Peugeot 309 non è stata una Peugeot come le altre.

Proprio la sigla, arrivata nel periodo in cui i modelli del marchio erano più o meno alla generazione "5", dimostra in modo inequivocabile come questa apprezzata berlina abbia trovato posto in una gamma in cui inizialmente la sua presenza non era prevista. Ma è un posto che ha saputo onorare.

Doveva essere l'erede della Talbot Horizon

Il progetto da cui è nata era infatti stato concepito per svilupparsi sotto un altro marchio: negli Anni '80, Peugeot aveva infatti acquisito da Chrysler Europa tutto il pacchetto Simca-Talbot che si stava rivelando un affare poco redditizio.

Quindi, l'idea di realizzare un'erede dalla Horizon, l'unico modello di un certo successo, fu accantonato in previsione dell'uscita di scena del marchio anglo-francese. Ma non il modello, che venne dirottato nella gamma del Leone.

Posizione strategica

Il fatto era che un modello nello strategico segmento C a Peugeot mancava: in quegli anni, la gamma passava dalla fortunata 205 alla 305, che a dirla tutta era già di stazza media. La regola delle tre cifre non rendeva del resto facile siglare una vettura nata fuori dai piani di marca: non abbastanza moderna per inaugurare la serie "6" (306 e 206 sarebbero arrivate molto dopo e risultate molto diverse), alla fine fu battezzata 309.

Peugeot 309
Peugeot 309

Non sapeva, allora, la dirigenza di Sochaux, che alla serie "9" non ci sarebbe mai arrivato nessun altro modello perché intorno al 2012, la Casa avrebbe preso la decisione storica di fermarsi alla 8 e mantenere le sigle invariate da una generazione all'altra.

Progetto misto

La 309, presentata nel 1983, nasceva quindi come continuazione della Horizon ed ereditava una meccanica di derivazione Simca, composta inizialmente da 3 motori (1.1, 1.3 e 1.6, da 55 a 80 CV) che in corso d'opera furono però trapiantati su un pianale derivato 205.

Peugeot 309
Peugeot 309
Peugeot 309
Peugeot 309

Solo derivato, in quanto la 309 onorava la sua classe superiore presentandosi con misure maggiori, una lunghezza di 4,05 metri, un passo di 2,47, una larghezza di 1,63, e una fisionomia due volumi e mezzo, portellone panoramico e 5 porte a cui sarebbero seguite la versione a 3 porte e la commerciale siglata XA, oltre a un motore Diesel.

Peugeot 309
Peugeot 309

La sua qualità maggiore era l'aerodinamica curata, che la rendeva veloce, scorrevole e discretamente parca nei consumi, malgrado le misure da auto per famiglie. Ma anche una certa cura costruttiva, con carrozzeria galvanizzata al 40% e una struttura leggera che conteneva il peso totale sotto i 900 kg. La carriera commerciale è durata ben 10 anni (più altri 4 prodotta su licenza per il mercato indiano), prima che arrivasse la 306 a segnar e un cambio di passo, durante i quali ha totalizzato oltre 1,6 milioni di unità.

La GTI

Un capitolo a parte lo merita il modello sportivo GTi, che ereditava dalla 205 il motore tipo XU9 da 1,9 litri e 130 CV: proposta con carrozzeria a 3 porte, aveva prestazioni interessanti (205 km/h e 8 secondi per lo 0-100), anche se non quanto la più leggera sorella minore, il che la rendeva una base interessante per le competizioni (dove si è ben comportata) ma con ampi margini di sviluppo.

Peugeot 309, la storia
Peugeot 309, la storia
Peugeot 309
Peugeot 309

Sviluppo arrivato nel 1989, insieme al restyling dell'intera gamma concentrato sulle lamelle della mascherina, sul disegno dei fanali posteriori, adottando il motore della 405 Mi16, sempre 1.9 ma che grazie alla testata a 16V e ai suoi 160 CV permetteva alla 309 GTI16 di balzare a 220 km/h e ridurre il tempo nello 0-100 di due decimi fermando il cronometro a 7,8 secondi nonostante avesse anche "messo su" 25 kg di peso.

Peugeot 309
Peugeot 309

I risultati sportivi

1987

  • 4° posto alla Targa Florio Campionato Italiano Rally (CIR)

  • 5° posto al Rally Costa Smeralda

1988

  • 12° posto al Rally di Sanremo Gruppo N, primo al CIR

  • 3° posto al Rally di Messina Gruppo N

  • 3° posto al Rally Due Valli Gruppo N

  • 4° posto alla Targa Florio Gruppo N

1990

  • 9° posto al Rally di Montecarlo Gruppo A

  • 9° posto al Rally della Cataunya Gruppo A

1992

  • 12° posto al Rally di Sanremo Gruppo N

1993

  • 11° posto al Rally di Montecarlo

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