Pfas, Bottacin (Veneto): bene riconosciuta inerzia MinAmbiente

Bnz

Venezia, 25 set. (askanews) - Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato oggi una mozione in cui si impegna la Giunta a sollecitare il ministro dell'Ambiente a porre i limiti sui Pfas.

"Da quattordici mesi il ministro pentastellato promette di porre i limiti, ma, ad oggi, come risposta abbiamo avuto meno del vuoto pneumatico. Bene che anche i promotori della mozione abbiano colto l'inerzia del Ministero e la necessità di sollecitare il Governo sul tema". Lo afferma l'assessore regionale all'Ambiente del Veneto Gianpaolo Bottacin a commento dell'approvazione della mozione.

"Lo scorso aprile è emerso, dopo anni che lo dicevo, - sottolinea Bottacin - che nel Po transitano quantitativi di PFAS 2000 volte superiori a quelli usciti dal sito Miteni. Il 6 maggio il ministro ha annunciato un tavolo tecnico per definire i limiti, ma tale tavolo non è mai stato convocato. Il 24 maggio il ministro ha annunciato che entro giugno avrebbe approvato il Decreto. Il 26 giugno, via twitter il ministro ha dichiarato che la settimana successiva avrebbe firmato il decreto interministeriale per determinare i limiti Pfas, evidenziando che per noi devono essere zero".

(segue)  

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    "Sono in questo ambiente da 50 anni, ne ho viste di tutti colori, conosco ogni singola storia e comportamento di tossici e persone problematiche, ma mai avevo sentito una simile notizia. Mi ha sconvolto". Così all'Adnkronos Antonio Boschini, responsabile terapeutico della Comunità di San Patrignano, commenta la morte di Flavio Presuttari e Gianluca Alonzi, i due ragazzi di Terni, 16 e 15 anni, ritrovati senza vita dai genitori nelle rispettive camere da letto martedì mattina. Letale potrebbe essere stata una dose di metadone. "Conosco bene quel mondo - prosegue - e sono rimasto senza parole. Non solo per la tragedia delle famiglie, perché penso non ci sia dolore più grande per un genitore di perdere un figlio in quel modo, ma per il dramma in sé. Siamo arrivati al punto che due ragazzini, non tossici, che quasi sicuramente non hanno mai fatto uso di eroina, si siano procurati del metadone e lo abbiano ingerito. Non conoscendo minimamente i rischi che stavano correndo. E' davvero un fatto insolito che deve farci riflettere". Boschini ha voluto poi lanciare l'allarme. "Ci stiamo avvicinando a quello che succede in America da anni, dove si registra una vera 'epidemia' di oppiacei, venduti regolarmente come fossero farmaci per curare mal di testa e dolori ossei. Prima venivano somministrati solo su prescrizione ai malati terminali, ora non è più così. E a questo punto il rischio è che possa succedere in Italia. Conosco tanti ragazzi che mi raccontano di averlo a disposizione e di venderlo. Ma si tratta di tossicodipendenti in cura che lo sostituiscono all'eroina. Non di due ragazzi nemmeno maggiorenni. E' impressionante solo pensarla una cosa simile". Sulle responsabilità dell'accaduto il responsabile terapeutico di San Patrignano non ha dubbi. "Non credo affatto sia colpa dei genitori. Ormai la noia e la moda portano a compiere queste azioni folli. Si esorta all'uso della droga in ogni dove, anche nei testi di alcune canzoni rap. E allora il corto circuito è facile che si inneschi. Messaggi negativi ti portano dal farti una canna a prenderti del metadone quando poco prima stavi giocando a pallone in parrocchia. Se non sei abituato poi vai incontro ad una morte lenta. Come poi è successo a questi giovani ragazzi".

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    Omicidio Fumarola, il padre: "Tradito da qualcuno di cui si fidava"

    "Sembra tutto fermo, però non è così". Ad affermarlo in un'intervista rilasciata all'Adnkronos è Alessandro Fumarola, padre di Luigi Fumarola, 25enne scomparso l'11 luglio 2019 da Bisignano, in provincia di Cosenza, e ritrovato privo di vita il 15 agosto. Per la sua morte, a distanza di un anno, non è stato ancora trovato un responsabile. "La Procura di Cosenza sta lavorando, - afferma Alessandro Fumarola - non sappiamo nulla, ma hanno tanti elementi a disposizione, sono anche andati ad indagare all'estero. A giorni dovrebbe essere consegnata la relazione legale sulla dinamica dell'omicidio. Sanno già tutto, devono solo accertare bene i fatti prima di agire. Gli assassini di mio figlio non la faranno franca, proveranno quello che io vivo ogni giorno. Devono pagare tutto".  “Un’idea precisa di quello che sia successo non ce l’ho perché non riesco neanche ad immaginare che possa aver fatto qualcosa di così grave da arrivare ad essere ucciso. Non ce ne sarebbe stato motivo, è assurdo. Era un giovane papà di 25 anni, campione di arti marziali, pieno di vita, senza alcun vizio di droga, quale ‘sgarro’ poteva fare? Di certo è stato venduto, tradito da qualcuno di cui si fidava che lo ha portato a morire. Era una persona socievole, - spiega il papà - tutti lo cercavano e gli volevano bene in paese, dai bambini agli adulti. Mio figlio per me è vivo ed insieme a lui combatterò per avere verità e giustizia”.  “Quella sera – racconta Alessandro Fumarola - è uscito dopo cena, gli amici sono venuti a prenderlo in macchina, sono stati ad un bar dove lui è rimasto per poi andare via con altre persone. In questo lungo anno abbiamo fatto tante ipotesi, però nulla riesce a giustificare un gesto talmente efferato. Forse ha assistito a qualcosa che non doveva vedere, non so cosa pensare, non riusciamo a farcene una ragione. Il suo cadavere è stato trovato a Ferragosto dopo oltre un mese da un mio amico in un bosco tra i rovi, la medium che mia figlia aveva contattato aveva detto che si trovava in zona Mucone, faccia in giù vicino ad acqua e fichi d’india. In effetti era lì”.  Il padre di Luigi Fumarola, ad un anno dalla sua scomparsa ricorda l’omicidio del figlio affermando di confidare nel lavoro della magistratura. “Sul suo corpo – dichiara all’Adnkronos - sono state trovate ferite da arma da fuoco. È stato sparato con un fucile a canne mozze. Quando è sparito era tornato da poche settimane dalla Germania dove da quattro mesi lavorava in un ristorante. Voleva studiare per prendere la patente e ripartire. Sembrava un po’ preoccupato, gli amici dicevano che non lo vedevano solare come al solito, usciva di meno. Con me parlava di tutto, di donne, lavoro, progetti, sogni, andavamo sempre in palestra insieme, si confidava però non mi ha raccontato niente di allarmante”.  “L’ultima volta che l’ho visto era il 7 luglio – ricorda Alessandro Fumarola - ci siamo incontrati in un centro commerciale di Bisignano abbiamo riso e scherzato, poi ho avuto qualche giorno in cui ho lavorato di continuo (mattina, pomeriggio e sera) e non ci siamo mai più visti. Quando è sparito ci siamo allarmati perché aveva lasciato i cani nel cancello della casa di campagna in cui viveva. Non era normale, ogni volta che si spostava mi raccomandava di andare a dargli da mangiare invece non mi aveva detto nulla. Le chiavi dell’appartamento, ancora oggi sotto sequestro, e il suo cellulare non sono mai stati ritrovati”.  “Si pensa che sia stato ucciso in un posto e poi abbandonato nel bosco. Dalle indagini – afferma il papà di Luigi Fumarola - è emerso che il suo telefonino si è spento in contrada Imperatore di Bisignano, zona industriale in cui abitavamo in quel periodo, a circa 5 chilometri di distanza da dove è stato ritrovato. La stessa notte mia moglie mi ha svegliato per dire che aveva appena sentito sparare due colpi di fucile, ma l’ho rassicurata dicendole di stare tranquilla e dormire. Non potevo immaginare cosa stesse succedendo. Voglio conoscere al più presto i motivi alla base dell’uccisione di mio figlio anche se nessuno me lo restituirà. Sto aspettando. A volte penso che sia un sogno e spero di svegliarmi”.

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    Zanardi, da martedì ipotesi di uscita dal coma farmacologico

    Permangono stabili, con un quadro neurologico definito sempre "grave", le condizioni di Alex Zanardi, ricoverato in prognosi riservata dal 19 giugno scorso nel reparto di terapia intensiva del policlinico universitario di Santa Maria alle Scotte di Siena. L'ex pilota di Formula 1, che da quando è in ospedale, è stato sottoposto a tre interventi da parte dello staff di specialisti che lo stanno seguendo, è sempre in coma farmacologico.  L'ipotizzato risveglio graduale, con la riduzione della sedazione, sarà valutato a partire dalla prossima settimana. Già martedì o mercoledì i medici potrebbero decidere di ridurre il coma farmacologico per verificare il quadro neurologico dopo il violento impatto del campione paralimpico che è andato a sbattere contro un tir con la sua handbike, mentre percorreva la strada provinciale 146 nel tratto tra il comune di Pienza e il comune di San Quirico d'Orcia (Si). Nel frattempo davanti all'ingresso del policlinico senese sono apparsi una bandiera tricolore con la scritta "Forza Alex siamo tutti con te" e un paio di striscioni dove si legge "Angelo non mollare, sei il nostro guerriero" e "Angiolè te vulimm bene".

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    Il contagio risale, Rt sopra 1 in 5 regioni

    Le stime dell'indice di contagiosità Rt "tendono a fluttuare in alcune regioni in relazione alla comparsa di focolai di trasmissione che vengono successivamente contenuti. Si osservano pertanto negli ultimi 14 giorni stime superiori a 1 in 5 regioni dove si sono verificati recenti focolai". E' il quadro tracciato nel report dell'Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute, con i dati del monitoraggio della situazione in Italia nella settimana dal 29 giugno al 5 luglio.  Le 5 regioni italiane con indice di contagiosità Rt superiore a 1, sono l'Emilia Romagna e il Veneto entrambe a quota 1,2; la Toscana (1,12); il Lazio (1,07); il Piemonte (1,06). La Lombardia, regione che essendo stata estremamente colpita da Covid-19 mantiene la fetta più grande di nuovi casi, ha un Rt sotto 1 a 0,92. All'altro estremo la Basilicata che resta con un Rt a quota zero.  "Persiste l'assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali", rassicurano gli esperti. Seppur in diminuzione, però, "in alcune realtà regionali continuano ad essere segnalati numeri di nuovi casi elevati", si avverte nel report. "Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di Sars-CoV-2 è ancora rilevante. In quasi tutte le regioni sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio corrente, con casi in aumento rispetto alla precedente settimana di monitoraggio in alcune. Tale riscontro in gran parte è dovuto all'intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti".  La situazione descritta, relativa prevalentemente alla seconda metà di giugno 2020, è "complessivamente positiva con piccoli segnali di allerta relativi alla trasmissione", concludono gli autori del report. "Al momento i dati confermano l'opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate dalle Regioni e Province autonome. E' necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali, continuare a rafforzare la consapevolezza e la compliance della popolazione, realizzare la ricerca attiva e accertamento diagnostico di potenziali casi, l'isolamento dei casi confermati, la quarantena dei loro contatti stretti. Queste azioni - concludono gli esperti - sono fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e fronteggiare recrudescenze epidemiche".

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    Ordinanza di cessazione dell'attivit per il Mango Club di Rho

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    Quali azioni ci espongono di più al contagio da coronavirus

    La Texas Medical Association ha redatto una lista di azioni assegnando a ognuna di esse un punteggio per classificarle in base alla pericolosità di contagio da COVID-19.Partendo da quelle meno pericolose, aprire la posta è un'azione che si può compiere con la massima serenità, un punto in più in termini di gravità per il fare benzina, giocare a tennis, ordinare cibo take away o andare in campeggio.Lontane dalla zona rossa anche altre azioni che siamo abituati a svolgere nel quotidiano come fare la spesa o passeggiare e correre all'aperto. Sono considerate ancora azioni “moderatamente basse” alloggiare in hotel per due notti, sedere in sala d'attesa dal medico, andare in biblioteca o al museo, mangiare in un ristorante all'aperto o camminare in un luogo affollato.La linea si tinge di giallo quando parliamo di cenare a casa di altre persone, andare in spiaggia e fare acquisti in un centro commerciale. Lavorare in ufficio è un'attività una tacca più pericolosa, così come la scuola per i figli e nuotare in una piscina pubblica.La situazione si fa più seria quando si tratta di andare dal barbiere o dal parrucchiere, così come cenare fuori al chiuso, partecipare a matrimoni o funerali, viaggiare in aereo, praticare sport di contatto come calcio o basket e salutare con strette di mano e abbracci i propri amici.Attenzione ai massimi livelli quando andiamo in palestra, al cinema o al teatro; attenti anche ai grandi concerti, quando ricominceranno, è chiaro, allo stadio, attività ancora negata, e a cerimonie con oltre 500 partecipanti; insomma, tutte quelle attività che prevedono un assembramento eccessivo. Anche mangiare e frequentare nei bar è considerata attività particolarmente a rischio.

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    Salute
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    Italia blocca ingressi da 13 Paesi

    Stop agli ingressi in Italia per chi arriva da Paesi a rischio Covid. E' quanto stabilito da un'ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, sentiti i ministri degli Affari Esteri, dell'Interno e dei Trasporti.  L'ordinanza dispone il "divieto di ingresso e di transito in Italia alle persone che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o sono transitati nei seguenti Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana". Al fine di garantire un adeguato livello di protezione sanitaria, sono sospesi anche i voli diretti e indiretti da e per i Paesi sopra indicati, fa sapere il ministero di Lungotevere Ripa in una nota. "Nel mondo la pandemia è nella sua fase più acuta. Non possiamo vanificare i sacrifici fatti dagli italiani in questi mesi. È per questo - spiega Speranza - che abbiamo scelto la linea della massima prudenza". “Le misure adottate dal ministro della Salute sono molto importanti al fine di mantenere i risultati raggiunti in questi mesi ed evitare che casi importati possano generare focolai difficili da controllare”, ha affermato il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, aggiungendo: “Dobbiamo ricordarci che in molti paesi del mondo la circolazione del virus e ancora elevata”.  "Condivido al 100% l'ordinanza" sul divieto d'ingresso per chi arriva da Paesi a rischio: "Bravo Speranza. E questo vista la situazione Italia dove si registrano sempre meno ricoveri Covid-19 e chiudiamo i reparti di terapia intensiva dedicati. Abbiamo dei focolai, che però controlliamo molto bene. E' chiaro quindi che non possiamo permetterci di importare varianti di virus diversi con cariche diverse e magari più aggressive". A parlare all'Adnkronos Salute è Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e presidente della Società italiana di terapia antinfettiva (Sita), che commenta l'ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza. "Non è una questione di rivalsa o di vendetta verso altri Paesi - aggiunge Bassetti - ma semplice tutela della salute pubblica. Mi pare un atteggiamento molto corretto da chi, in qualche modo, ha imparato 'la lezione' rispetto ad un periodo in cui queste misure non sono state prese. Ben ben vengano, quindi, se si prendono adesso, ma devono valere anche per le triangolazioni dei voli da altri Paesi verso l'Italia. Immagino occorra anche una collaborazione da parte delle altre autorità Ue ed extra Schengen. E poi - conclude - magari andrebbero previste delle sanzioni se si aggirano questi divieti".  Pregliasco: "Bene l'ordinanza di Speranza"