Pfas, Regione Veneto: esposizione umana per ingestione

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Venezia, 17 gen. (askanews) - In relazione alle dichiarazioni in materia di Pfas rilasciate ad alcuni organi d'informazione dalla Consigliera regionale Cristina Guarda, la Direzione Prevenzione dell'Area Sanità e Sociale della Regione Veneto precisa quanto segue: "Le istituzioni scientifiche internazionali sono concordi nell'affermare che l'esposizione umana a PFAS avviene prevalentemente per ingestione, attraverso acqua o alimenti contaminati, salvo contesti particolari come quello professionale.

Nella popolazione generale, non è mai stato dimostrato dalla letteratura scientifica un ruolo significativo dell'esposizione cutanea a questi composti. Infatti la relazione finale dell'ISS "Relazione finale - valutazione dell'esposizione alimentare e caratterizzazione del rischio- Contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche", acquisita con protocollo regionale n. 333923 del 25/07/2019, evidenzia anche a distanza di sei anni dalla scoperta del caso Pfas in Veneto, che l'ingestione dell'acqua potabile è stata il principale veicolo di contaminazione della popolazione e che, a seguito degli interventi di messa in sicurezza degli acquedotti mediante installazione dei filtri a carboni attivi, gli abitanti della zona rossa presentano gli stessi livelli di esposizione degli abitanti di tutto il Nord-Est Italia. (Segue)