Pfas, Regione Veneto: esposizione umana per ingestione -2-

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Venezia, 17 gen. (askanews) - In riferimento allo studio citato "Immunotoxicity and allergenic potential induced by topical application of perfluorooctanoic acid (PFOA) in a murine model Hillary L. Shane", si evidenzia che questo studio sia stato effettuato su animali da esperimento (topi) e che pertanto i risultati non possono essere trasferiti a un'esposizione di rischio che riguarda l'uomo, per due motivazioni principali. La prima motivazione è che il comportamento dei Pfas è specie-specifico. Pertanto necessitano molti dati ed evidenze per trasferire i risultati dall'animale all'uomo.

La seconda motivazione è che le condizioni di esposizione di questi animali da esperimento non sono confrontabili con l'esposizione della popolazione generale né per le dosi, né per il tipo di esposizione che nello studio fa riferimento ad una applicazione di Pfas direttamente sulla cute. Si evidenzia peraltro molto pericolosa la similitudine tra i territori che hanno subito la contaminazione da Pfas nelle province di Vicenza, Verona e Padova (area di impatto di cui alla DGR 691/2018), con le concentrazioni di C6O4 rilevate la scorsa estate, in alcune acque destinate al consumo umano, nel rodigino (valore massimo riscontrato: 90ng/l ). Tali concentrazioni di C6O4, sulle quali si è tempestivamente intervenuti, non sono paragonabili ai valori a cui per decenni sono stati esposti i cittadini dei territori sopracitati, prima dell'installazione dei filtri avvenuta nel 2013.