Pg Cassazione: "Rimborsi Lega usati per pagare spese famiglia Bossi"

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Il sostituto procuratore generale della Cassazione, Marco Dall'Olio, non ha dubbi sulla mancata trasparenza e falsificazione riguardo alla rendicontazione delle spese, "finalizzata a ottenere i finanziamenti alla Lega". E proprio sul piano della trasparenza, secondo quanto previsto dalla legge, "che si viene a realizzare la condotta truffaldina", sottolinea. Nel corso della requisitoria all'udienza per il processo per truffa ai danni dello Stato in cui sono imputati l'ex leader della Lega Umberto Bossi e l'ex tesoriere Francesco Belsito, Dall'Olio si dice d'accordo sulle motivazioni della sentenza della Corte d'Appello di Genova e afferma, contro quanto ritiene la difesa, che "non è vero che rendiconti erano generici e non falsi. Ad esempio ci sono i rimborsi agli autisti mentre i soldi venivano utilizzati per pagare le spese della famiglia Bossi".  

"C'è poi un accredito riferibile all'acquisto della laurea per Renzo Bossi", dice Dall'Olio ricordando una cartellina con la scritta 'family'. Secondo il sostituto pg della Cassazione, a giudizio del quale è stato messo in piedi "un sistema artatamente sofisticato", la truffa "si configura simulando una trasparenza senza la quale le somme non si sarebbero potute ottenere. Le falsificazioni non erano finalizzate ad occultare al partito le condotte appropriative ma a ottenere il finanziamento".