Più ansiolitici e meno 'pillola blu', il Covid cambia gli acquisti in farmacia

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Più vitamina C, meno 'pillola blu', corsa alla scorta di idrossiclorochina acquistata di tasca propria in farmacia, aumento dell'uso di ansiolitici. Mentre in Italia il numero dei positivi a Covid-19 cresceva giornalmente nell'ordine di migliaia di casi, come si muovevano i consumi di farmaci sul territorio nazionale? A svelarlo è un rapporto presentato oggi dall'Agenzia italiana del farmaco Aifa e realizzato con Osmed, l'osservatorio nazionale sull'impiego dei medicinali. L'effetto Covid si è abbattuto non solo sugli ospedali ma anche sulle farmacie, dove alcuni prodotti in particolare hanno preso il volo.

"Le categorie o i principi attivi per cui le farmacie pubbliche o private si sono approvvigionate maggiormente in modo significativo, in vista di erogazioni dirette ai pazienti, sono state: idrossiclorochina, farmaci a base di acido ascorbico (vitamina C), ansiolitici per uso non parenterale e prodotti a base di vitamina D e analoghi, quest'ultimo tuttavia non significativo", rilevano gli autori del report. Dall'altro lato, invece, "in corrispondenza del lockdown" si registra "una marcata riduzione negli acquisti di inibitori della fosfodiesterasi (sildenafil, tadalafil, e così via)", farmaci come appunto la pillola blu, usati per la disfunzione erettile. "Tale contrazione è confermata anche nel mese di aprile ed è complessivamente una riduzione significativa se si confronta il periodo pre-Covid con il periodo post".

Tanto che gli autori del rapporto si spingono a sottolineare: "Considerata l'indicazione principale delle molecole afferenti a questa categoria, ovvero la disfunzione erettile, tale riduzione potrebbe essere ricondotta ad una modifica nei comportamenti abituali con conseguente riduzione nel ricorso a questi farmaci in corrispondenza della quarantena".