Più consorzi, cooperative e reti nell'autotrasporto

Pma

Roma, 14 gen. (askanews) - Più società di capitali, consorzi e cooperative, boom dei contratti di rete, fatturato globale in crescita pur in presenza di un ridimensionamento del numero delle aziende. E'la fotografia dell'autotrasporto italiano come emerge dalla seconda edizione (la prima è del 2017) del volume "100 numeri per capire l'autotrasporto - Attori e Filiere" di Deborah Appolloni, Umberto Cutolo e Maria Carla Sicilia, edito da Federservice (Uomini e Trasporti),pubblicato grazie al sostegno di DAF Veicoli Industriali, Visirun, Timocom, Petronas, Teloni Tosetto, VDO, Palletways, Studio Legale Zunarelli, Gruppo Santini, Texa, Istobal, Martino Consulting che è stato presentato oggi a Roma presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. "Il volume - si legge in una nota - riproduce un settore in consolidamento: negli ultimi 5 anni secondo i dati Infocamere, sono state chiuse 10mila aziende di trasporto merci su strada, ma chi è rimasto sul mercato ha rafforzato la propria massa critica, cercando nuove forme collaborative in grado di soddisfare le mutate esigenze del mercato, una domanda in grande evoluzione dovuta a scenari disruptive, come l'exploit dall'e-commerce per le consegne in città, l'ingresso nella logistica di un colosso come Amazon, la digitalizzazione delle filiere, l'esigenza di abbassare l'impronta ambientale e la riorganizzazione delle supply chain in molti settori di respiro internazionale. I traffici sono tornati a crescere anche per le aziende dell'Europa occidentale, ma la ripresa è ancora instabile. In particolare in Italia, il gap infrastrutturale, l'assenza di una politica industriale dedicata e l'instabilità del ciclo economico potrebbero determinare l'ennesima inversione di tendenza".

Oggi in Italia si contano poco meno di 90 mila aziende di autotrasporto (89.770 secondo la rilevazione di Infocamere al 31 agosto scorso) con un fatturato complessivamente in crescita. Secondo la stima dell'Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano nel 2019 il fatturato della logistica si è attestato a 84,5 miliardi, di cui circa il 50% è imputabile all'autotrasporto con la quota più elevata, circa il 32%, riconducibile alle società di capitali. Sono infatti proprio queste che stanno segnando le performance più interessanti: in 5 anni sono aumentate del 24,7%, (4.583 aziende in più). Un trend assimilabile si nota anche per le forme consortili e cooperative che crescono del 7,5% (395 realtà in più). Più del 52% delle aziende italiane rimane ancora inquadrabile nella categoria dei cosiddetti "padroncini" (46.991 ditte individuali), ma sono proprio queste a soffrire di più: dal 2014 al 2019 sono diminuite del 21,4%, cancellando 12.822 realtà. Un altro segnale che conferma il processo di consolidamento è l'esplosione dei contratti di rete: dal 2008 al 2018 sono aumentati del 461% e oggi si attestano a 432 organizzazioni. L'unione, sotto diverse forme, è stata la risposta del settore a una domanda che sta ancora cambiando i parametri

Gli addetti sono aumentati passando da 307mila del 2014 ai 328.627 del 2018 (dati Albo Autotrasporto), mentre anche l'Italia deve fare i conti con l'emergenza della mancanza di autisti. Secondo diverse stime ne mancherebbero circa 15.000. Le riserve provenienti dall'Est si stanno esaurendo e paesi come la Romania e la Polonia stanno occupando la forza lavoro locale in aziende di trasporto internazionale in forte crescita. Molte realtà italiane guardano ai Paesi del Nord Africa o addirittura alle Filippine per assumere autisti che però hanno bisogno di step formativi ulteriori rispetto al personale proveniente dall'Unione europea. In 10 anni l'Italia ha perso quasi il 40% delle merci trasportate su strada, passando dai 1,5 miliardi del 2008 ai 920 milioni di tonnellate del 2018 (dati Eurostat), oggi si attesta come il sesto mercato per quantità di merci trasportate, dopo Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna e Polonia. Proprio quest'ultimo è diventato il grande campione dell'autotrasporto europeo, scalando la classifica in termini di quantità che sono cresciute del 27,1% passando da 1 a 1,3 miliardi di tonnellate tra il 2008 e il 2018. "Ma in questo scenario deformato dai cicli altalenanti dell'economia e dalla concorrenza (spesso sleale) delle aziende dell'Est Europa - si legge ancora nella nota - si intravede un nuovissimo trend: il ritorno delle merci verso Ovest. Infatti, se si analizza l'andamento dei traffici in termini di volumi nel 2018, si nota, rispetto al 2017, un incremento delle quantità nei mercati occidentali: in Italia le tonnellate trasportate su gomma sono aumentate del 4%, in Francia del 5,3%, in Spagna del 4,6%, in Germania dell'1,2% e in Gran Bretagna dell'0,5%. E all'Est? La Polonia ha perso il 7,4% delle tonnellate di merci su gomma, la Bulgaria il 5,4%, mentre anche Romania e Slovacchia stanno rallentando. La ripresa è probabilmente dovuta all'incremento dell'interscambio nel commercio mondiale, ma potrebbe costituire il primo segnale di un'inversione di tendenza". Infine, da segnalare che questa edizione del volume approfondisce una serie di filiere tra cui, l'agroalimentare, il farmaceutico, le merci pericolose, i container, il fashion, i rifiuti, il trasporto di opere d'arte e di manufatti di dimensioni eccezionali.