“Più distanziamento a tavola, vaccini anche per chi è guarito”

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 16 mar. (askanews) - "E' necessaria un'applicazione più rigorosa delle misure non farmacologiche per ridurre la diffusione dell'infezione e alleviare la pressione sui sistemi sanitari". Lo si legge in un documento, redatto dal gruppo di lavoro Iss, Ministero della Salute, Aifa e Inail, per rispondere a diversi quesiti sulle misure farmacologiche, di prevenzione e controllo delle infezioni da Coronavirus sorti con il progredire della campagna vaccinale contro il contagio e la comparsa delle diverse varianti del virus. In particolare, in merito alle misure di distanziamento sociale, il documento specifica che "non vi sono evidenze scientifiche che dimostrino la necessità di un incremento della distanza di sicurezza a seguito della comparsa delle nuove varianti virali; tuttavia, si ritiene che un metro rimanga la distanza minima da adottare e che sarebbe opportuno aumentare il distanziamento fisico fino a due metri, laddove possibile e specialmente in tutte le situazioni nelle quali venga rimossa la protezione respiratoria (come, ad esempio, in occasione del consumo di bevande e cibo)". Rispetto alle misure attuali, quindi, per i locali di ristorazione ancora aperti la distanza tra le persone sedute ai tavoli dovrebbe raddoppiare, da uno a due metri. Sempre secondo il documento, inoltre, "dovrebbero essere vaccinate" anche le persone che già hanno avuto il Covid: "È possibile considerare la somministrazione di un'unica dose - si legge - purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno 3 mesi di distanza dall'infezione e entro i 6 mesi dalla stessa". Inoltre nel caso che una persona già vaccinata venga a contatto con un caso positivo di infezione, il soggetto "deve adottare le stesse indicazioni preventive valide per una persona non sottoposta a vaccinazione, a prescindere dal tipo di vaccino ricevuto, dal numero di dosi e dal tempo intercorso dalla vaccinazione", quindi anche la misura della quarantena e tutte le formule di isolamento previste dai protocolli.