Più Europa: dietro tasse ecologiche nessuna strategia ambientale

Pol/Vlm

Roma, 12 nov. (askanews) - "Le cosiddette 'tasse ecologiche' in manovra non rispondono ad alcuna strategia ambientale. È lo stesso governo ad ammetterlo, prevedendo il loro gettito costante nel triennio, e quindi escludendo che possano indurre comportamenti virtuosi nelle imprese o nei consumatori". Lo afferma il coordinatore della Segreteria di Più Europa, Giordano Masini.

"Oltre che inutili queste tasse sono quindi dannose, perché strumentalizzano problemi reali allontanandone però la soluzione. Sono una forma di populismo fiscale. Deve esserci una strategia di lungo periodo perché si raggiungano obiettivi realistici e duraturi, non la fretta di racimolare qualche miliardo qua e là. Per quelli ci sono il reddito di cittadinanza e quota 100 da abolire, basterebbe pochissimo. Non dobbiamo poi dimenticare - sottolinea Masini - che oggi la prima emergenza ambientale è quella climatica, e né la plastic tax, in teoria contro l'inquinamento, né la sugar tax (che è una tassa 'per la salute') avrebbero anche nella migliore delle ipotesi alcun impatto sulle emissioni climalteranti", conclude l'esponente di Più Europa.