Più facile a farsi che a dirsi se si può viaggiare: l’esperienza di un imprenditore milanese

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La Serbia possiede scorte enormi di vaccini
La Serbia possiede scorte enormi di vaccini

Andare in Serbia per vaccinarsi invece di aspettare in Italia, è più facile a farsi che a dirsi e chi può permetterselo lo sta già facendo. Se da un lato infatti l’Italia non accelera ancora in termini di campagna vaccinale, in Serbia i vaccini li fanno anche agli stranieri. Motivo questo per cui il paese balcanico è diventato la meta preferita del “turismo vaccinale”. E con numeri solidi alle spalle: la Serbia è il paese con la più alta percentuale di persone vaccinate più alta d’Europa, seconda solo alla Gran Bretagna. Il paese poi possiede scorte ingenti di vaccini. Come ha fatto ad averle? Con veloci contratti privati stipulati in anticipo con le aziende farmaceutiche.

Andare in Serbia per vaccinarsi: la scelta di Vucic

La riprova sta nel fatto che il governo guidato da Aleksandar Vucic già nei mesi scorsi aveva donato migliaia di fiale agli stati confinanti. Lo aveva fatto secondo il mai sopito trend del sogno di una “Grande Serbia” epicentro dell’aera balcanica. E quel trend ha incasellato una ulteriore tappa con l’inoculazione del siero anche ai cittadini dall’estero. Cittadini che si presentano in alcuni centri vaccinali, dopo essersi prenotati tramite la compilazione di un questionario online. E con iniziative mirate, veri “pacchetti” a range sociale, come quello del weekend del 27 e 28 marzo. In quel caso l’iniziativa era rivolta solo agli uomini d’affari degli altri Paesi balcanici: lo scopo era duplice: accelerare il loro ritorno a viaggiare liberamente sbloccando il commercio e porsi come epicentro di una iniziativa di ampio respiro.

Pacchetti viaggio mirati per categoria

E In quei due giorni in Serbia sono stati vaccinati 22mila cittadini stranieri. Pochi giorni fa la gita vaccinale dell’imprenditore milanese Simone Avogadro di Vigliano. Al Corriere della Sera aveva raccontato come avesse ottenuto l’immunità con pochi clic e due trasferte a Belgrado. Come funziona? Se si è disposti a viaggiare fino in Serbia, la procedura è semplice. La riporta, assieme ad un questionario solo in serbo, il sito dell’ambasciata serba in Italia. Basta compilare il questionario, lasciare i propri contatti e attendere la data e l’orario dell’appuntamento.

Scelta del vaccino fra tutti quelli in commercio

Attenzione: c’è la possibilità addirittura di scegliere il tipo di vaccino fra AstraZeneca, Moderna, Pfizer, il russo Sputnik V e il cinese Sinopharm. La convocazione arriva “in 48 ore” e la seconda dose dà il diritto a ricevere il certificato di vaccinazione da fare poi registrare in Italia.