"Più vita sociale hai meno il tuo cervello invecchia", ormai è certo: l'amicizia ci salverà

Di Redazione Digital
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Photo credit: Getty Images
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Prescrivere una pillola di vita sociale al giorno può fare davvero bene al nostro cervello per prevenire la demenza senile, funzionando allo stesso modo in cui l'attività fisica riduce il rischio di diabete. Gli amici e le interazioni sociali (di qualità) sono quindi una medicina efficace contro l'invecchiamento della nostra materia grigia, oltre che un siero di felicità. Questa riflessione viene da una ricerca pubblicata sul Journal of Gerontology: Psychological Sciences di cui l'autrice principale è Cynthia Felix, geriatra e associato nel Dipartimento di Epidemiologia di Pitt Public Health. Lo studio è stato condotto in tempi non sospetti, tuttavia quest'analisi si è dimostrata particolarmente importante nei mesi di Covid-19 dove il rischio di isolamento causato dalla pandemia è molto alto e il suo impatto sulla mente dei più anziani pericoloso.

Per capire come l'amicizia ci tenga giovani e mentalmente allenati, Felix e i suoi colleghi hanno valutato l'impegno sociale di 293 partecipanti, che avevano in media 83 anni, e che hanno anche ricevuto una scansione cerebrale per misurare l'integrità delle cellule cerebrali utilizzate per l'interazione sociale. I risultati hanno evidenziato che le persone più attive hanno ottenuto sistematicamente punteggi più alti. Questi baldi ottantenni passano le loro giornate tra giochi da tavolo, spettacoli al cinema, lunghi viaggi, lezioni ed eventi di educazione per adulti, volontariato, partecipando alle attività della parrocchia e di altre associazioni comunitarie.

Photo credit: Philippe Leone on Unsplash
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Fondamentale anche il contatto con le persone care come figli e nipoti, tanto che l'adagio "mi raccomando andate a trovare i nonni più spesso che potete" diventa un consiglio medico. Riunirsi con bambini, amici, parenti e vicini di casa almeno una volta alla settimana corrisponde, secondo lo studio, a una maggiore integrità microstrutturale della materia grigia. D'altronde il cervello è un muscolo come gli altri che, per rimanere in forma, deve essere allenato. E allora ecco che la vita sociale con un parente o un amico diventa una sessione di palestra, per tonificarsi grazie all'attivazione di specifiche regioni del cervello necessarie per riconoscere volti ed emozioni, prendere decisioni, sentirsi ricompensati.

Il team di ricercatori di Cynthia Felix si augura che da questi risultati si possa sviluppare un programma attraverso cui prescrivere attività sociali strutturate per gli anziani che vivono in comunità, per ridurre i tassi di demenza senile e fare prevenzione, molto più economica e sostenibile rispetto alle dispendiose cure. Un'uscita con gli amici non costa niente, solo tanta felicità.